mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Gli alunni lo adorano, l’amministrazione lo licenzia: l’incredibile storia del maestro Fontani

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SIENA – “Da 12 mesi sono privo di sussidio e attingo ai miei risparmi. Nel frattempo ho spese legali non indifferenti. Il 31 ottobre 2016 sono stato licenziato perché esprimendo il mio dissenso in merito a quanto mi stava accadendo, avrei leso il rapporto di fiducia con la mia amministrazione. Ma, stipendio a parte, quello che mi manca di più è il mio lavoro. Mi mancano i bambini con cui avevo un bellissimo rapporto”.

Quella che vede protagonista il maestro senese Adriano Fontani è una vicenda che va avanti da ben 13 anni. Licenziato, dopo una serie di provvedimenti disciplinari, sta portando avanti la sua battaglia appoggiato dal fiorire di due comitati (uno locale, uno nazionale) in suo favore e dall’affetto dei suoi alunni.

L’uomo e’ un ex Testimone di Geova, che era stato espulso dalla congregazione anni prima (nel 1986) che esplodesse il caso.  Nel 2004 due famiglie di Buonconvento (Siena) chiesero ed ottennero che i loro figli venissero spostati nella sezione della scuola in cui non insegnava il maestro Fontani. ”E’ un ex Testimone di Geova espulso dalla nostra congregazione e noi non lo vogliamo come insegnante dei nostri figli”, avrebbero chiesto i genitori al direttore didattico, che acconsentì.

L’insegnante ha subìto nel corso della sua carriera un lungo elenco di sanzioni, l’ultima delle quali, la più pesante, gli ha fatto perdere il posto di lavoro, per decisione dell’Ufficio scolastico toscano.
Il suo è stato più volte definito “il più noto caso di persecuzione da parte della Pa che si sia mai verificato nella scuola”.

L’insegnante ha sempre fatto risalire l’inizio della vicenda alle pressioni di un gruppo di Testimoni di Geova dei quali faceva parte e dal quale è poi uscito. Da allora si sono verificate varie contestazioni che si sono succedute nel tempo fino al licenziamento e la sua vicenda è stata al centro anche di iniziative parlamentari.

Per il Comitato pro-Fontani, “l’insegnante è comprovatamente da sempre molto amato e rispettato per le sue doti umane e professionali, non solo dagli alunni e rispettive famiglie, ma perfino stavolta dalla dirigenza” della sua scuola e, “da tutti loro è stato difeso più volte nel corso di questi anni”, ma l’istituzione scolastica “non ha mai voluto considerare queste testimonianze mentre ha sempre usato contro di lui quelle delle sole 3-4 colleghe su 100, che di volta in volta han cercato e trovato a suo carico, sempre mosse solo da gelosie ed invidie, personali e professionali”.

L’insegnante, dicono ancora gli estensori del comunicato, “è stato licenziato con l’unica motivazione di aver esternato gli abusi che subiva e vedeva impuniti nella sua scuola”.

Fu quindi nel 2004, quando Fontani prestava servizio presso l’ISC “Insieme” di Montalcino, che dalla sua classe, nel settembre 2004, vennero tolti due alunni appartenenti a famiglie della congregazione dei Testimoni di Geova.

Fu effettuata presso l’Istituto una prima ispezione solo documentale, a seguito della contestazione del Fontani, il quale aveva sostenuto che un docente può essere rifiutato unicamente per motivi didattici, e non per la sua fede o dottrina, o per essere appartenuto a una congregazione.

A seguito di tale prima ispezione, su richiesta dello stesso Dirigente scolastico ne fu effettuata una seconda, stavolta con la effettuazione di visita in loco. La relativa relazione (condividendo il punto di vista emergente dalle contestazioni effettuate dall’insegnante) in sintesi concludeva riconoscendo la facoltà delle famiglie di scegliere il tipo di scuola, ma non di “scegliere il docente” in base alle sue convinzioni, o per motivi diversi dalle sue capacità di insegnante-educatore.

Fontani fu messo in grado di apprendere il contenuto di tale relazione, poi invalidata, dopo numerosi infruttuosi tentativi, e solo al termine dello svolgimento di una terza ispezione, che concluse per la correttezza dell’operato della scuola.  Ora, dopo il licenziamento, a inizio dell’anno scolastico 2016, Fontani vive solo grazie ad i suoi risparmi.

Nel frattempo, il Saese, il sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia. presieduta dal professore Francesco Orbitello, ha indetto al momento del rientro a scuola dopo le festività, l’8 gennaio, lo sciopero generale per protestare contro il caso di mobbing nei confronti del professore.

“Vorrei solo poter tornare ad insegnare – dice Fontani – perché più di qualsiasi altra cosa mi manca terribilmente il meraviglioso rapporto che avevo con i miei alunni”.

 

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