sabato, Ottobre 23, 2021
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Teramo priva di una struttura adeguata: la pallanuoto, uno sport da salvare

Teramo – La piscina comunale dell’Acquaviva è chiusa e lo rimarrà probabilmente fino a primavera in attesa di un nuovo bando per la gestione, dopo che la convenzione con la Società Asi Teramo è scaduta il 1 dicembre.

Intanto le attività agonistiche, come la Pallanuoto Teramo, soffrono la situazione per la grave mancanza di un “campo” in cui sostenere gli allenamenti, oltre che disputare gare.

Teramo, città capoluogo di provincia, è  infatti tristemente priva di una struttura regolamentare per accogliere le dispute sportive. Ormai da troppi anni gli atleti della pallanuoto si battono per veder riconosciuto uno sport che a torto viene definito “minore”, tanto da essere amaramente costretti ad “adattarsi” ad una piscina non a norma e non solo, pur di perseguire un sogno, una passione.

Ed è proprio questo sentimento così forte che ha animato e continua ad animare gli allenatori passati e presenti e i ragazzi della Pallanuoto Teramo.

Così scrive accorato l’amico Raul Ricci, oggi allenatore in Australia, sulla difficile realtà sportiva che lui stesso ha vissuto in prima persona a Teramo. “Questo  – dice – e’ un grido di dolore di una sana realtà sportiva locale, degna di considerazione tanto quanto altri nobili sport cittadini. Una  richiesta di aiuto e di rispetto che NON DEVE ESSERE IGNORATA da parte delle istituzioni, degli organi di informazione e di tutti coloro che sanno cosa voglia dire spendere le proprie energie per tenere viva una passione (e che passione!). Chiedo cortesemente a tutti coloro che professano di amare TERAMO di non ignorare questo messaggio. QUESTI RAGAZZI HANNO IL DIRITTO DI REALIZZARE IL LORO SOGNO: GIOCARE A PALLANUOTO RAPPRESENTANDO I COLORI BIANCOROSSI”.

Con lo stesso ardore e amore per lo sport lanciano un appello i ragazzi della Pallanuoto Teramo che, nonostante tutto, non si arrendono.

“Ci presentiamo, siamo la squadra di pallanuoto che era ed è (se ancora così si può dire) presente a Teramo. Pratichiamo questo sport da circa vent’anni e nonostante tutto siamo sempre andati avanti, abbiamo sempre fatto il possibile per procedere in una realtà così complessa e piena di ostacoli.

E’ vero, non è uno sport molto seguito e conosciuto ma nella realtà teramana, a differenza di molti altri luoghi, sembra proprio essere stato dimenticato. Portiamo avanti questa battaglia da ormai troppi anni, ma come i nostri predecessori ci hanno insegnato a fare, noi non abbiamo mai mollato e abbiamo affrontato dei problemi più grandi di noi: come pensate che una squadra di pallanuoto possa giocare senza avere un campo regolamentare in cui disputare le partite, un campo in cui non è possibile persino fare allenamento a causa di limiti strutturali?

Molti forse non lo sapranno ma nel Teramano non sono presenti piscine strutturalmente a norma per disputare incontri di pallanuoto e da ormai parecchi anni (forse troppi) siamo costretti ad elemosinare campi in giro per l’Abruzzo avendo numerosi problemi dal punto di vista economico, facendoci spesso carico personalmente delle spese. Ma ora davvero abbiamo raggiunto il culmine, ci siamo ritrovati da un giorno all’altro senza piscina e sapete qual è la cosa più bella?

Per la seconda volta nella storia della pallanuoto teramana eravamo stati promossi in serie C ed avremmo dovuto affrontare un campionato molto difficile ma allo stesso tempo importante per noi e per la nostra città. Dal giorno della chiusura della piscina comunale abbiamo cercato soluzioni ovunque, come alla Michelangelo o alla struttura di Montorio ma senza mai essere accolti (in una ci è stato detto che non c’era spazio per noi e nell’altra non è stato trovato un accordo economico).

La nostra passione ci ha spinti a non arrenderci e ogni settimana con le nostre macchine ci alleniamo alla piscina di Sant’Egidio (piscina dalla quale la nostra cara amata Teramo ha molto da imparare.) Noi ci chiediamo: com’è possibile che per questione amministrative e politiche una piscina comunale con più di seicento iscritti venga chiusa nel bel mezzo delle attività (mese di dicembre )?

Tutto questo è davvero vergognoso e noi, come squadra di pallanuoto che avrebbe rappresentato la città in un campionato di categoria medio-alta, ci sentiamo davvero amareggiati. Non è possibile che vengano infranti così i sogni e le passioni di così tanti ragazzi che vedono nello sport una casa, uno sfogo, un divertimento ma anche una disciplina e uno stile di vita.

Abbandoniamo così il nostro tanto atteso sogno di giocare un campionato di serie C ma ricordiamo a tutti che noi non molleremo mai perché nulla potrà mai fermare la passione e lo spirito di chi fa sport”.

 

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