mercoledì, Marzo 3, 2021
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Caso Alitalia: l’ennesima svendita di un gioiello italiano

bordoni
Anche Alitalia passerà alla Francia o alla Germania dopo la svendita che da anni viene perpetrata in relazione alle meraviglie industriali che l’Italia possedeva. Non a caso altri “gioielli” Italiani, frutto della nostra inventiva industriale, sono stati ceduti a stati esteri.
Solo per citarne alcuni: Cirio e tantissime altre industrie alimentari, per non parlare di Telecom.
Nel 2006/7 Prodi avrebbe voluto svendere all’Air France l’Alitalia; solo l’intervento fortemente voluto da Berlusconi, che divenne premier proprio a cavallo di quella inqualificabile svendita, riuscì a fermare l’accordo.
Un Intervento fatto con il cuore, ma abbandonato al proprio destino a causa di tutti i veti posti ad ostacolare una sana e reale ristrutturazione dell’azienda con un concreto progetto industriale.
Senza entrare troppo nel merito, si tratta però sicuramente di un valido spunto di riflessione: a guidare la cordata degli imprenditori SALVA ALITALIA, voluta da Berlusconi, era un certo imprenditore Colaninno, che spingeva per la svendita dell’Alitalia.
Non si può che rimanere perplessi nell’assistere alla totale sottomissione dei nostri governi che non tutelano le imprese del nostro Paese; ricordiamo fra gli altri il caso Fincantieri, altro gioiello italiano, che ha ceduto il passo alla nazionalizzazione dei cantieri francesi voluta dal presidente Macron e che ha di fatto esautorato la maggioranza Italiana.
Forse assisteremo alla definitiva acquisizione di Alitalia da parte della Francia appena sapremo dell’ulteriore svendita dell’ILVA, che il Governo sta effettuando (Ilva che rimane l’ultima azienda siderurgica Italiana, in un mercato dove da sempre tenevamo testa a quello tedesco).
Stiamo quindi vivendo uno smantellamento sistematico dell’industria Italiana a causa degli indebitamenti procurati da assurde strategie che hanno prodotto solo assenza di competitività.
                                                                                                                           Ettore Lembo
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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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