mercoledì, Gennaio 20, 2021
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Liste d’attesa lumaca, reclami raddoppiati negli ultimi tre anni

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Liste d’attesa lumaca, i reclami sono ormai all’ordine del giorno. E per molti la soluzione è rinunciare alle visite, o pagare di tasca propria per accedere all’intramoenia. La segnalazione arriva dal Tribunale del Malato ma basta accedere alle statistiche per farsi un’idea della situazione. L’insoddisfazione verso il sistema sanitario è passata dal 21,3% del 2015 al 32,2% del 2017. Ed il Sud è un capitolo a sè: qui l’insoddisfazione tocca punte del 50,6%.

Sono tre i punti sui quali verte l’insoddisfazione degli utenti: il servizio sanitario risulta poco accessibile, sempre meno efficiente, e sicuramente poco tempestivo. Per quanto riguarda l’oculistica, il tempo medio d’attesa per la vista viene stimato in 6 mesi; se si richiede una visita neurologica, oncologica, o in chirurgia generale, il tempo d’attesa medio stimato si attesta sui 12 mesi. Stessa cosa se si richiede una colonscopia. Le cose peggiorano poi se si ha bisogno di una mammografia o una ecografia: in questo caso i tempi si allungano: 13 mesi.

E’ stato rilevato un aumento del 6% delle lamentele per le attese nelle visite specialistiche e dello 0,9% per i ritardi negli esami diagnostici. Ma non è finita.

Negli ultimi 12 mesi sono state annoverate 107mila famiglie vittime di fenomeni di corruzione in sanità. Fenomeno, questo, denunciato da Transparency International, Cenisi, ISPE Sanità e RiSSC, per un’indagine finanziata da Siemens e condivisa da Assobiomedica.

E, in ogni caso, il dato certo è che è aumentata la spesa assistenziale che i cittadini sostengono di tasca propria, in crescita negli ultimi 10 anni del 22,4%.

I ritardi nelle visite hanno fatto sì che in molti abbiano preferito pagare pur di non attendere. Ma c’è una fetta di popolazione che ha rinunciato o che, pur potendo pagare, ha scelto di non farlo. In teoria il diritto alla Salute dovrebbe essere accessibile a tutti. Ma sembra che si stia scivolando inesorabilmente verso una Sanità che di servizio pubblico mantiene ben poche caratteristiche.

 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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