sabato, Novembre 28, 2020
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Separazioni difficili: la ex lo accusa di aver molestato la figlia, ma i referti medici smentiscono

Storie di padri e figli. E storie di separazioni. Di cui i bambini subiscono le principali conseguenze. Il 2 maggio 2008, a seguito di una breve convivenza, Gino M., nato a Roma, sposa la sua compagna, originaria dell’Est Europa. Nel corso dello stesso anno dalla loro unione nasce una bambina. La relazione ben presto si deteriora in seguito ad incompatibilità caratteriali, che si rivelano sostanziali ed irrisolvibili, che determinano la separazione legale tra i coniugi nel 2015. La sentenza di separazione riconosce ad entrambi l’affido condiviso della minore, rigettando la richiesta di affido esclusivo presentata dalla madre (fondata su accuse di violenza mai dimostrate) e stabilendo che la bimba fosse collocata nella casa materna e affidata congiuntamente ad entrambi i genitori. Da qui in poi sopraggiungono i problemi.

La ex si rifà una vita e compaiono altri uomini nella sua esistenza. Per il padre diventa sempre più difficile vedere con regolarità la figlia come stabilito dalla legge. Ogni volta che l’uomo si reca presso la residenza della ex per prelevare la bambina, secondo quanto riportato nella denuncia presentata dallo stesso, la donna lo accusa di stalking. I contrasti diventano sempre più violenti fino a che non confluiscono nell’arresto dell’uomo su basi definite dai legali della difesa assolutamente calunniosi.

Ma non è finita. La ex accusa il padre della bambina di aver abusato di lei, circostanza, questa, che di fatto sarebbe stata smentita dai referti medici.

L’uomo si trova agli arresti domiciliari ed, oltre al fatto di dover subire un procedimento penale attualmente in corso, non riesce ad avere un regolare rapporto con la figlia, che in più occasioni ha mostrato di essere in stato confusionale e che comunque appare molto legata al padre.

L’uomo si dice preoccupato anche di altri aspetti della vita della bimba sopratutto relativamente ad uno stato di incuria in cui in più occasioni in passato l’avrebbe trovata. Anche la nonna paterna è stata denunciata per stalking e risulta attualmente indagata.

 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

One thought on “Separazioni difficili: la ex lo accusa di aver molestato la figlia, ma i referti medici smentiscono

  1. Si stima che siano circa 25.000 (e in costante aumento) i minori in questa sorta di “stato confusionale” che è ben noto ormai a tutti gli addetti ai lavori (avv., aa.ss., psic., giud. ecc.) ,si chiama “alienazione parentale” (cosa diversa da PAS) ed è sia un grave pericolo per l’equilibrio psichico (sia a breve sia a lungo termine) del minore, in quanto è un grave abuso psicologico, sia un pesante maltrattamento psicologico del genitore alienato.
    A livello di gravità (ripercussioni psicologiche) l’alienazione parentale è di gran lunga più equiparabile all’abuso sessuale che, ad esempio, allo stalking.
    Però, chissà perché, non appena una decina di anni fa si iniziò a parlare di stalking, nel giro di tre mesi c’era già la legge (pessima, in quanto paranoicamente sessista, tanto da incentivare, ammettere, giustificare, perdonare e legalizzare anche le più pesanti calunnie) bella e pronta.
    Mentre la legge per il ben più grave problema sociale dei minori alienati, non c’è, ma anzi ogni tentativo di far chiarezza su di esso, anche a livello legislativo viene vergognosamente offuscato.
    Ma il perché si sa benissimo, è il business (la torta da spartire di soldini pubblici) gestito a livello lobbistico, a partire dalle nazi femministe del parlamento europeo per finire all’operatrice (operatrice si fa per dire!) del più scalcinato e inutile centro antiviolenza.
    Un business da tre miliardi di euro all’anno, in Italia.
    Che creano lucro su migliaia di famiglie e migliaia di minori, italiani.
    Questa, mi dispiace, ma purtroppo è una lurida, schifosa realtà italiana… ma non solo italiana

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