mercoledì, Novembre 13, 2019
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Nina Kuluz dovrà consegnare il bimbo conteso ad Alessandro Avenati: data fissata per il 7 febbraio

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E’ stata fissata per il 7 febbraio prossimo l’esecuzione in Croazia del dispositivo di tribunale secondo il quale il figlio di Alessandro Avenati dovrebbe essere riconsegnato al padre. Si tratta dell’ennesimo tentativo dopo quelli, già falliti, del 27 giugno ed il 6 dicembre 2017. Nel frattempo Nina Kuluz, ex di Avenati e mamma del bimbo, avrebbe dovuto consegnarlo ai servizi sociali con ben due date disponibili: il 20 dicembre 2017 ed il 4 gennaio 2018. Disposizioni, com’era prevedibile, entrambi disattese. Ora ci si aspetta in questa ennesima occasione una manifestazione da parte dei cittadini di Spalato, che da sempre sostengono la madre. Nel frattempo però il bimbo ha un unico genitore, essendo stato il padre assolutamente alienato dalla sua vita.

Nina Kuluz ha sempre affermato di non voler venire in Italia: “La nostra casa è a Spalato”, ha ribadito in più occasioni, anche di fronte alle telecamere de Le Iene. Ora, il padre teme per il bambino un trauma nel caso in cui l’esecuzione del dispositivo del tribunale si riveli complicato: “Non mi fa piacere che ci siano problemi. Io avrei preferito una soluzione diversa. Se Nina fosse venuta a vivere in Italia, l’avrei aiutata in tutti i modi”.

Nina Kuluz, lo ricordiamo, a conclusione del processo a Torino per sottrazione di minore, è stata condannata in primo grado a 3 anni e 4 mesi con sospensione della potestà genitoriale.


I tribunali croati non hanno mai ravvisato alcun motivo per cui il bambino, che attualmente vive in Croazia pur avendo passaporto italiano, non debba tornare a vivere con il padre in Italia.

ll 9 aprile 2011 Avenati denunciò alla Stazione Carabinieri di Moncalieri (To) la sottrazione del minore da parte della madre che, secondo le sue informazioni, aveva fatto ritorno nella città di Spalato. Immediatamente vennero attivate le rispettive autorità giudiziarie e i canali diplomatico-consolari per il rintraccio della donna e del piccolo, che è avvenuto solo anni dopo.

Ma da allora, il bimbo è rimasto a vivere in Croazia con la madre. Avenati si dice chiaramente distrutto dalla situazione, ma solo perché vorrebbe veder crescere suo figlio. E si augura che, almeno in questo caso, alla legge venga data concreta attuazione.

Lucia Mosca

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