domenica, Dicembre 5, 2021
Home > Italia > Renata Rapposelli, chi l’ha uccisa? La verità nel clone del cellulare mai trovato

Renata Rapposelli, chi l’ha uccisa? La verità nel clone del cellulare mai trovato

< img src="https://www.la-notizia.net/renata-rapposelli.jpg" alt="renata rapposelli"

Le ultime verità sull’omicidio di Renata Rapposelli, pittrice scomparsa il 9 ottobre 2017 e trovata cadavere a Tolentino, lungo l’alveo del fiume Chienti, sono state riportate questa sera dalla trasmissione Quarto Grado.

Il lavoro degli inquirenti procede senza sosta e attualmente sembrerebbe concentrarsi sulle registrazioni delle telecamere lungo la Statale 16.
“Quarto Grado”, nella scorsa puntata, aveva riferito la notizia secondo la quale sarebbe stata ripresa un’auto simile a quella dei Santoleri. Il passaggio della vettura risalirebbe però a un orario che non coincide con la versione dei fatti riportata dagli unici due indagati in relazione all’omicidio: Giuseppe e Simone, ex marito e figlio della donna.

Il 9 ottobre Renata Rapposelli si era recata a Giulianova in quanto preoccupata delle condizioni di salute del figlio. Da lì il litigio scaturito da motivazioni di tipo economico.
Intorno alle 17.00 del 9 ottobre, secondo quanto dichiarato dalla farmacista di Tortoreto che avrebbe reso testimonianza, la donna avrebbe acquistato un calmante e forse strisciato il proprio codice fiscale (circostanza, questa, non ancora confermata ufficialmente). Poi il cellulare di Renata si spegne e si spengono contestualmente, per essere riaccesi tre giorni dopo, i telefoni di Simone e Giuseppe.
E’ grazie alla 600 bianca della famiglia Santoleri che gli inquirenti potrebbero risolvere il giallo. Ci sono almeno tre fotogrammi che immortalano un’auto che potrebbe essere la loro.
La 600 sotto osservazione si troverebbe infatti in almeno tre immagini riprese da tre telecamere diverse. Sull’auto ci sarebbero almeno due persone, forse tre. L’orario è compreso tra le 17.00 e le 19.00. Il percorso si è rivelato anomalo, senza una direzione precisa, un po’ a zig-zag. Forse perché in corso a bordo dell’auto c’era un litigio.
Per seguire il percorso immortalato dalle videocamere si impiega solo mezz’ora. Mentre la 600 immortalata avrebbe impiegato almeno due ore.
Ora manca solo il dettaglio che possa identificare in maniera definitiva la vettura. Nel frattempo, nell’arco dell’ultima settimana, l’auto dei Santoleri da casa non si è mai spostata.
Gli inquirenti hanno trovato un secondo account Google della Rapposelli mentre stanno cercando di sbloccare il primo. E gli investigatori sono convinti del fatto che rinvenire dettagli importanti. E’ stato inoltre realizzato un clone della scheda telefonica di Renata Rapposelli, in quanto il cellulare della pittrice non è stato mai trovato. Sulla scheda clonata successivamente alla morte della pittrice è arrivata una chiamata entrante.
Gli inquirenti stanno tra l’altro cercando il dna degli indagati sui vestiti e sul cadavere di Renata Rapposelli.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net