lunedì, Novembre 29, 2021
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Matteo Renzi: “Possiamo essere il primo partito”

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“Non promettiamo miracoli, facciamo proposte credibili e realizzabili. Come ci hanno insegnato le nostre nonne”. Matteo Renzi si lascia andare su Facebook a riflessioni sulla vita e sulla politica dopo i giorni infuocati delle candidature. Perché di questo si è trattato: di giorni infuocati. Sono piovute accuse e polemiche che avrebbero avuto come oggetto il fatto che Matteo Renzi  avrebbe composto le liste avvalendosi solo di persone di fiducia. Ma è arrivata pronta la replica in tv con l’elenco dei nomi di chi non faceva parte della squadra dei fedelissimi. Dopo due notti passate a compilare liste e a spostare candidati di collegio, il segretario del Pd dà il via ufficialmente alla campagna elettorale.

“Grazie  – scrive su Facebook – è una parola che difficilmente viene usata in politica. Si preferiscono parole come polemica, lamentela, accusa. Proprio per questo al termini della (difficile) selezione delle candidature ho voglia di dire forte il mio grazie. 
Grazie a chi ha accettato di candidarsi, grazie a chi ci ha detto di no con motivazioni varie (tanti, più di quelli che sono stati resi pubblici), grazie a chi continuerà il proprio lavoro in Parlamento e grazie a chi con la prossima legislatura lascerà il proprio incarico. Grazie a chi ha letto la legge elettorale e quindi sa che la partita è apertissima e che possiamo essere davvero il primo partito e il primo gruppo parlamentare”.

“Grazie a quelli come Yoram  – così prosegue Matteo Renzi – che hanno lavorato duro per cinque anni: lui è l’ideatore della misura degli 80 euro, per lavorare con noi si è dimesso cinque anni fa dal suo lavoro e oggi ha scelto comunque di non ricandidarsi dicendomi: “Vedo tutte le polemiche, Matteo. Lasciamo il posto a un altro, io ti do comunque una mano con le mie idee e la mia esperienza. E nella professione mi rimetto in gioco”. Grazie ai militanti del nostro partito che non sopportano più le polemiche interne e le divisioni e ci chiedono di lavorare sui progetti per l’Italia. Non sui nomi”.

E conclude: “Abbiamo messo in campo la squadra più forte. Abbiamo idee vincenti e convincenti.
Abbiamo restituito al Paese la possibilità di provarci, uscendo da una crisi devastante. Adesso, per 35 giorni, tutti al lavoro per vincere le elezioni”.

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