martedì, Ottobre 20, 2020
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Facebook, le ingerenze dei social e la campagna elettorale

Alain Cocq

Il graffio della tigre- editoriale 

di Lucia Mosca

Facebook, le ingerenze dei social e la campagna elettorale. Finora mi sono astenuta dallo scrivere articoli che potessero, seppur minimamente, riportare una mia opinione in relazione a qualsiasi cosa. Mi sono limitata a fare la cronista, a cercare di dire la verità. Svolgo questo “lavoro” mai sufficientemente pagato da 20 anni, ho fatto una gavetta infinita, sono stata pagata anche pochi euro a pezzo e a volte ho lavorato gratis. Questo perché si tratta per me di una vocazione che nessuno potrà sradicare dal mio cuore e dalla mia anima, se non strappandomela dalla carne viva. Ora, in passato ho avuto esperienze di tipo politico. Ma ho imparato, facendo un lavoro che svolgo per vocazione, a dare spazio a tutti, a riportare la voce di tutti e a far sì che le mie idee personali non mi influenzassero. E’ da sempre la mia carta dei valori.

Chiunque abbia, anche solo per caso, letto il mio giornale, può rendersi conto del fatto che vengono riportati fatti veri, verificati, nessuna fake news, nessun commento.

Poi ho scoperto che Facebook e Googlenews mi hanno bannato. Senza nessun motivo. E senza possibilità da parte mia di difendermi. Anche agli assassini viene data la possibilità di difendersi e di nominare un avvocato. Per quanto mi riguarda non so il perché, non so relativamente a quali fatti, senza alcun motivo concreto, sono stata bannata e spammata,

Una settimana fa, più o meno, ho scritto un pezzo originale sulla Meloni che si commuoveva in tv. Sono stata la prima a scriverlo. Eppure, guarda caso, dopo circa un’ora, sono apparsi su Googlenews altri organi di stampa. Ed il mio articolo non è apparso. Da premettere che dopo una vita fatta di precariato e del nulla avuto dallo stato, sto finanziando il giornale con i miei risparmi.

Ora, dopo la stretta data da Facebook sulle fake news son o forse risultata fake? Solo perché dico la verità e faccio il mio lavoro con onestà?

Altri copiano, ho dovuto chiamare redazioni di quotidiani on line per chiedere gentilmente di non copiare e firmare i pezzi copiati. Possono copiare, al limite, se citano la fonte.

Forse ho troppi amici di destra sul mio profilo Facebook? Una giornalista può avere le amicizie che vuole. L’importante, poi, dovrebbe essere quello che scrive. In teoria, ma non lo credo più, dovremmo essere in democrazia.

Ho provato a creare il mio giornale perché nessuno mi ha dato nulla. Perché tutti hanno promesso solo perché ero brava. E potrei portare prove in qualsiasi tribunale. Potrei portare anche prove relative al fatto che non mi sono mai piegata ai ricatti politici. Ma forse, riflettendoci, è proprio questo il problema.

Mi è stato detto che non dovevo avere figli, perché da giornalista assunta non me lo potevo permettere.

Tante velate minacce e anche meno velate, ma sono andata avanti oltre lo schifo. Ho tre nipoti. Non ho purtroppo figli. Non ho paura di andare in prigione in quanto vitto e alloggio lo Stato Italiano non me lo ha mai garantito.

Da laureata con un master ho lavorato anche in call center senza regolamentazione lavorativa. Ho lavorato ovunque fosse onesto lavorare. In passato un console onorario mi disse che contro di me era stata mossa una levata di scudi. In realtà c’è anche chi mi disse che sarei morta di fame.

Solo perché dico la verità, non mi piego e faccio da sola. Bene, non voglio combattere più per nessuno. Perché ho avuto la prova che il popolo italiano non lo merita più. Ma nessuno potrà togliermi i miei ideali, la mia vita, il mio lavoro, i miei pochi risparmi. Perché di questo non devo dire grazie a nessuno. E se anche questo mio stato, legato ai social, che mi impedisce di postare anche solo i miei articoli, fosse solo temporaneo, e non credo, sarebbe sempre una grave violazione della mia libertà quando, da parte mia, non ho mai violato la libertà di nessuno. La dittatura, che sia di destra o di sinistra, più manifesta o più subdola., è sempre da condannare. Ora la mia vita è in gioco.

Lucia Mosca

Il direttore de La-Notizia.net

 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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