martedì, Dicembre 10, 2019
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Innocent Oseghale, ora è caccia ai complici

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E’ caccia ai complici di Innocent Oseghale, 29enne nigeriano richiuso nel carcere di Montacuto in relazione all’uccisione di Pamela Mastropietro. Sui di lui pesano accuse gravissime, ma sembra che il Gip abbia mostrato una maggiore prudenza, secondo quanto riportato da Il Messaggero, in relazione all’accusa di omicidio.

Nell’udienza di convalida del fermo si è avvalso ieri della facoltà di non rispondere. Nell’appartamento di via Spalato 124 a Macerata, dove Oseghale viveva, il Ris ha rinvenuto una mannaia lavata con la varechina su cui sono state rinvenute macchie di sangue e sono stati sequestrati vari coltelli di grosse dimensioni.

E sono state rinvenute anche impronte diverse da quelle dell’accusato: ora, dunque, comincerà il lavoro di comparazione sulla mannaia ed i coltelli insanguinati, per capire se a fare quello che è stato fatto sia stato soltanto Oseghale oppure più persone.

Ed è quindi caccia ai complici. Sulla testa di Oseghale pendono le accuse di occultamento e vilipendio di cadavere. Per quanto riguarda l’accusa di omicidio, sono ancora molti gli aspetti da chiarire, primo fra tutti come è effettivamente morta Pamela Mastropietro.

Oseghale ha fin dall’inizio negato il coinvolgimento nell’omicidio dicendo di aver perso di vista la ragazza dopo averla seguita.

Dopo aver smembrato il corpo Innocent Oseghale si sarebbe recato con un connazionale in una rivendita di prodotti per la casa per acquistare della candeggina per spargerla sul cadavere e ripulirlo così prima di chiuderlo nelle due valigie.

Non è escluso che la giovane possa essere morta per overdose e poi smembrata come è anche probabile che possa essere stata uccisa.

Smentita ufficialmente dai carabinieri di Macerata  la notizia circolata nei giorni scorsi in base alla quale alla vittima sarebbero stati strappati cuore e viscere.

Ora si indaga per ricostruire l’accaduto e per fare luce sulla morte della giovane, originaria di Roma, che si era allontanata volontariamente dalla comunità di recupero Pars di Corridonia per andare poi incontro alla morte.

 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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