venerdì, Ottobre 22, 2021
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BORSA, ASIA IN FORTE CALO: TOKYO CEDE IL 4,97%

Si estende alle Borse asiatiche la correzione che ha affossato Wall Street. Sul finale di seduta Tokyo cede il 4,97%, Hong Kong il 4,1%, Shanghai il 2,7%, Shenzhen il 3,3%, Seul l’1,27%. Sydney ha chiuso in ribasso del 3,3%. Il Nikkei, in calo del 10% dallo scorso 23 gennaio, è entrato in una fase di correzione tecnica. Sui mercati, da tempo ai massimi, domina il timore per una ripresa dell’inflazione e un’accelerazione dei tassi Usa, con conseguente deprezzamento anche di tutto il comparto obbligazionario.

La Borsa di Tokyo segna il maggior ribasso giornaliero da giugno 2016, riflettendo l’andamento degli indici azionari statunitensi, con il Dow Jones che aveva lasciato sul terreno 1.150 punti. L’indice Nikkei fa segnare un crollo del 4,73%, assestandosi a quota 21.610,324, cedendo 1.071 punti. Sul fronte dei cambi lo yen prosegue la manovra di rivalutazione sul dollaro a quota 108,80, e a 134,0 sulla moneta unica.

Chiusura in forte calo per Wall Street. Il Dow Jones perde il 4,62% a 24.345,23 punti, il Nasdaq cede il 3,78% a 6.967,53 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 4,11% a 2.648,54 punti.

Il Dow Jones è arrivato a perdere quasi 1.600 punti, in quello che è stato il calo intraday maggiore della storia del listino in termini di punti. A pesare sono stati i timori sulla possibilita’ che il ciclo fatto da bassa inflazione e bassi tassi di interesse sia vicino alla fine. L’inflazione resta a livelli bassi ma i recenti dati sul mercato del lavoro, che hanno mostrato un balzo dei salari ai massimi dal 2009, sono – secondo gli osservatori – un segnale iniziale di un surriscaldamento dell’economia.

I rendimenti sui Treasury a dieci anni, che tendono a salire con l’inflazione, sono saliti la scorsa settimana ai massimi da gennaio 2014.

Il brusco calo registrato a Wall Street poco dopo le 21.00 ora italiana somiglia molto al ‘flash crash’ del 2010. Lo affermano alcuni analisti. Il flash crash è il fenomeno che si verifica sui mercati elettronici in cui il ritiro degli ordini accentua rapidamente il calo dei prezzi. Il Dow Jones nel punto più basso della seduta è arrivato a perdere il 6,12%, ovvero 1.597,08 punti: un calo maggiore rispetto a quello del 6 maggio del 2010 quando si è verificato il flash crash. Allora il Dow Jones aveva perso 1.000 punti anche se in termini percentuali era sceso del 9,2%.

I fondamentali di lungo termine dell’economia restano “estremamente solidi”. Lo afferma la casa Bianca commentando il crollo di Wall Street.