mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Crimini contro i bambini, Aldo Verdecchia scrive a Matteo Renzi

pedopornografia

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Aldo Verdecchia, imprenditore sambenedettese, ha ingaggiato ormai da decenni una lotta senza esclusione di colpi (dal 1984) contro quella che più volte e con ogni mezzo ha definito “una setta” di pornografi e plagiatori, collegati a suo dire con autorità giudiziarie, politiche e religiose. La moglie, dalla quale si separò dopo poco dal matrimonio, portò via con sé il bambino nato dalla loro unione a seguito dell’avvio della relazione con un presunto terapeuta che aveva il proprio studio nelle Marche, all’interno del quale, secondo Aldo Verdecchia, veniva realizzato materiale pedopornografico. E ci sono documenti, foto, che sono stati prodotti in sede giudiziaria relativamente ai fatti contestati.

Il figlio di Verdecchia tornò dal padre solo nel 2002, quando, ormai  maggiorenne, si trovò a vedere in tv  il padre che lanciava un appello nel corso di una puntata del Maurizio Costanzo show. Glielo avevano descritto come l’uomo che non era, racconta Verdecchia, per allontanarlo da lui. Ed in quel frangente il ragazzo si trovò ad aprire gli occhi. Ma la battaglia di Aldo Verdecchia non è finita. “Solo per un figlio – dichiara- si può spendere un’intera esistenza a combattere contro il mondo. Avrei potuto rifarmi una vita, ma prima volevo riportarlo a casa e scrivere la parola fine sull’intera vicenda”.

Nel frattempo l’uomo, che dell’essere battagliero ha fatto il proprio stile di vita, ha scritto una lettera al Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi avente per oggetto i “crimini contro l’umanità” che a suo dire sarebbero occultati dallo Stato.

“Signor Segretario Renzi

nel periodo che ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri, con esposti in data 30.06.2014; 17.02.2015; 04.03.2017; 14.07.2015 e 21.09.2016 le avevo segnalato una lunga catena di abusi, violenze, crimini umani e giudiziari e sanitari commessi per anni ai danni di mio figlio minore e di numerosi altri bambini e adolescenti che per lunghissimi anni sono stati coperti e seppelliti sotto il più ermetico dei silenzi. Negli stessi esposti le avevo anche segnalato che dal 1984 al 2014 tutte le indagini richieste dalle massime autorità dello Stato e del Governo (informate sui fatti e sollecitate a intervenire) sono state (per anni) fatte accertare da autorità giudiziarie e sanitarie (plurindagate) coinvolte a vario titolo nella triste vicenda, o da soggetti amici delle medesime.

Non so pertanto spiegarmi come mai (lei) come Capo del Governo, dopo essere stato informato dei su indicati crimini, invece di mobilitare i Servizi di Sicurezza dello Stato, nel 2016 ha emanato un Decreto per posticipare il pensionamento di alcuni magistrati con funzioni direttive della Cassazione, mentre innanzi alla stessa Corte risultavano pendenti per n.3 cause che riguardavano proprio la vicenda giudiziaria che le avevo segnalato (e documentato).

Nel giugno 2014, presso l’hotel Ergife di Roma non fu lei a raccomandare si suoi: “Se c’è qualcuno di noi che ha informazioni di notizie di reato salga i gradini di un palazzo di giustizia e vada a raccontarlo ai magistrati prima che i magistrati vengano a chiedere a lui?”

Per favorire la sua memoria allego copia frontespizio esposto che le ho inviato, in data 21.09.2016 nel quale sono richiamati anche i precedenti”.

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