domenica, Ottobre 17, 2021
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Cassandra Crossing, l’ultima fermata

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Un treno in corsa privo di una guida che possa arrestarlo e destinato ad uno schianto risolutivo, dove l’ultima fermata non riuscirà a porre fine al folle disegno, anzi si piombano tutte le possibili uscite che potrebbero far salvare i passeggeri, poiché politici senza scrupoli hanno deciso la loro morte per nascondere l’imbarazzo delle loro scellerate scelte.

E’ questa una delle tante interpretazioni che si possono dare al noto film girato nel 1976 che vantava un cast di tutto rispetto per raccontare una trama che intreccia politica, spionaggio, eversione, religione.

Una trama che idealizza ciò che in Italia si sta vivendo, dove il treno è rappresentato dal tempo che corre velocemente portando con sé il popolo Italiano a schiantarsi in un realtà che i più non conoscono ma che sembra essere voluta e predisposta da quei poteri dei pochi che hanno pianificato e deciso già tutto, e l’ultima fermata, le elezioni, servono solo a illudere il popolo ignaro, e piombandolo pongono fine a ogni possibilità di salvezza.

Un treno preso qualche anno fa quando qualcuno decise di non ritornare alle elezioni ma di far costituire un governo di larghe intese, avendo fatto fuori una coalizione con l’appoggio internazionale guidato da personaggi che non rappresentano il popolo ma i forti poteri economici,  che hanno il preciso obiettivo di sviluppare i loro affari pur cancellando una nazione, rea di avere da sempre delle qualità, creative, inventive che l’hanno sempre contraddistinta portandola a primeggiare in tantissimi campi, a discapito di quegli Stati che dicono di collaborare ma in verità vogliono solo la sua sottomissione.

E’ inutile fare oggi il riepilogo di ciò che è accaduto ieri. Cerchiamo di intuire ciò che sta accadendo oggi, prima dell’ultima fermata che ci porterà a coronare il disegno che certamente è lontano dal popolo.

Partiremo quindi dalla fine della legislatura, avvenuta a fine dicembre, tra Natale e Capodanno, dopo il varo di  una legge elettorale incomprensibile, ma soprattutto che non riuscirà a dare una maggioranza capace di governare una Nazione, o quel che ne rimane,  e dopo aver corretto una legge di stabilità aggravando ulteriormente la scomoda posizione volutamente creata ad arte, attraverso un inverosimile debito pubblico, uno svuotamento industriale con svendite di primarie risorse industriali e con una invasione programmata ed incontrollata, voluta scientemente.

Situazione che ha portato un rapido, progressivo e drammatico impoverimento della popolazione, una inverosimile disoccupazione, una pressione fiscale inaudita e un invivibile allarme sicurezza, alimentata anche da quella delinquenza importata attraverso i clandestini (che incidono per l’8 per cento sulla popolazione ma per percentuali ben più alte sei si pala di reati commessi) che agiscono protetti da quella classe politica non eletta dal popolo ma nominata e ripetutamente bocciata dallo stesso in quelle rare occasioni in cui ha avuto la possibilità di esprimersi democraticamente.

Stiamo per arrivare alla stazione per l’ultima fermata, prima della corsa verso l’ignoto. L’obiettivo diventa creare ogni forma di diversivo per non far rendere conto al popolo di dove si sta andando.

Chiacchiere, litigi su fatti effimeri, poco consistenti previsioni di fantasiose maggioranze volute, di una delle forze politiche capace di urlare grazie all’abilità di comici che sanno come catturare l’attenzione parlando del nulla, e illudendo con l’impossibile il popolo esasperato ma drammaticamente ignorante ed impossibilitato a percepire ciò che è stato per bene pianificato da chi negli ultimi anni ha potuto gestire la cosa pubblica.

Ma vi è un’altra forza politica, quella che nonostante la fine della legislatura continua a dettar legge e governare come se fosse nel pieno della propria illegittima legittimità, anche facendosi forza dell’appoggio di alcune forze internazionali che traggono vantaggio dalla situazione spingono il treno a perdersi nel vuoto.

E’ la stessa forza politica che inventa odio e razzismo quando i problemi sono ben altri, al punto di trasformare un’azione compiuta, seppur gravissima e da condannare, in strage razzista, glissando, occultando, ignorando la causa scatenante legata ad un disagio sociale ormai fortemente percepibile e alla terribile morte di una giovane ragazza di appena 18 anni, fatta a pezzi e lavata con la candeggina. Atto, questo, che dimostra freddezza, determinazione, spietatezza.

Innocent Oseghale, 29enne nigeriano in carcere con l’accusa di occultamento e vilipendio di cadavere relativamente al rinvenimento del corpo smembrato e chiuso in due valigie nelle campagne di Pollenza di Pamela Mastropietro, potrebbe essere scarcerato. Per lui non si parla più di omicidio, in quanto non è stata ancora fatta chiarezza sulle cause della morte, per il quale rimane comunque indagato. Quello che è certo è che a rimanere dietro le sbarre sarà sicuramente Luca Traini, 28enne di Tolentino responsabile della sparatoria di sabato scorso a Macerata.  Intanto la fermata si avvicina sempre più velocemente, si intravedono  candidati, illustri sconosciuti, spesso anche a gli addetti ad i lavori, di cui ci si chiede cosa andranno a fare,  quali competenze hanno.

Il treno corre e si arriverà alla stazione con grande confusione, dove molti, troppi, non si recheranno a votare, mentre i pochi che si recheranno, lo faranno in preda ad isterici suggerimenti comici essendo sempre meno i ponderati e riflessivi, che sperano in una svolta decisiva non verso i comici, non verso chi ha condotto il treno fin li, auspicando fortemente che non si sviluppi e si scateni quella tensione sociale presente oramai in ogni città, dal nord a sud, da est ad ovest.

Il treno nel frattempo riparte e corre per incontrare il suo destino, di cui nessuno parla, che nessuno dice ma che tutti conoscono.  Il destino dei passeggeri si compie.  Ed è il popolo che ne farà le spese.

Ettore Lembo