mercoledì, agosto 15, 2018
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Seconda autopsia sul corpo di Pamela: vicini alla verità

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La seconda autopsia sul corpo di Pamela non chiarisce in via definitiva quale sia stata la causa del decesso. Ma fornisce elementi di fondamentale importanza per la ricostruzione del quadro nell’ambito delle indagini. Innocent Oseghale, 29enne nigeriano in carcere a Montacuto per occultamento e vilipendio di cadavere, ed indagato per omicidio in relazione alla morte di Pamela Mastropietro, il cui corpo è stato rinvenuto smembrato e chiuso in due valigie nelle campagne di Pollenza, ha negato fin dall’inizio ogni suo coinvolgimento nel caso.

Tuttavia, nella sua abitazione sita in via Spalato a Macerata, sono stati rinvenuti dagli inquirenti una mannaia e coltelli recanti tracce ematiche, i vestiti di Pamela sporchi di sangue e lo scontrino della farmacia presso la quale la giovane si sarebbe recata per acquistare una siringa. Le ipotesi sono solo due: che Pamela sia morta per overdose e fatta a pezzi in un secondo momento o che sia stata uccisa e poi brutalmente sezionata e mutilata.

La seconda autopsia sul suo cadavere ha evidenziato come la giovane abbia ricevuto un colpo alla tempia (che potrebbe essere stato inferto con un corpo contundente o causato da uno spigolo), un fendente sferrato all’altezza del fegato ed una dose di sostanze stupefacenti che potrebbe, o meno, essere stata letale. C’è comunque anche la possibilità che la giovane sia andata in overdose ma che sia stata aggredita quando era ancora viva, cosa che sembrerebbe probabile. In ogni caso i segni di violenza sul corpo sembrano essere più che evidenti. Secondo il dottor Mariano Cingolani, che ha condotto l’esame autoptico, “il sezionamento del cadavere è stato fatto in modo scientifico per cancellare le prove”.

Una ferita riscontrata al fegato sarebbe inoltre compatibile con un coltello trovato nella mansarda, dove il cadavere sarebbe stato accuratamente sezionato. Ci vorranno ancora alcuni giorni per avere in via definitiva la certezza di come Pamela Mastropietro sia morta, ma ci si arriverà. Sul cadavere della ragazza sarebbero stati ravvisati “segni di violenza applicata in condizioni di vitalità”, ma ora più che mai si rende necessaria una grande cautela, almeno fino a quando non saranno sciolte tutte le riserve.

Iscritto nel registro degli indagati anche un secondo nigeriano, Desmond Lucky, accusato di concorso nei reati ma anche di spaccio di droga: avrebbe anche ceduto una “modestissima” dose di eroina a Pamela.

Innocent Oseghale dichiara di essere scappato quando ha visto Pamela andare in overdose. Il secondo indagato nega ogni addebito a suo carico, dichiarando di non aver mai spacciato droga.

 

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