venerdì, Novembre 22, 2019
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Sottrazioni internazionali di minori, Elisa Pozza Tasca: “Finora si è fatto troppo poco”

Elisa Pozza Tasca, personaggio politico di rilievo nel panorama italiano, ha fatto parte della Delegazione Parlamentare al Consiglio d’Europa. Dopo l’impegno istituzionale è ritornata ad assumere ruoli nell’associazionismo e nel volontariato, occupandosi delle persone scomparse, problematica che include anche quella della sottrazione internazionale di minori.  Il suo è un impegno strenuo nel portare il proprio aiuto alle famiglie che si trovano a vivere situazioni drammatiche.

“L’impegno associativo e di volontariato delle nostre associazioni  – spiega – che fanno parte del progetto multidisciplinare PENELOPE(S)COMPARSI, visibile sul sito www.penelopescomparsiuniti.org non è rivolto soltanto alla problematica delle sottrazioni internazionali ma, partendo dalle cause di scomparse delle persone e anche dei minori, noi veniamo in aiuto alle famiglie con contatti istituzionali attraverso i nostri ministeri o con funzionari della pubblica amministrazione.

Tra le cause di scomparse e quindi finalità del nostro statuto associativo ci sono oltre alle sottrazioni anche il femminicidio con particolare riferimento all’occultamento di cadavere, allo stalking,  all’Alzheimer e disturbi senili, al bullismo cyberbullismo e devianze adolescenziali, fino all’istigazione al suicidio.


Per il problema delle sottrazioni internazionali incontriamo particolari difficoltà perché negli anni si è fatto poco e i casi hanno avuto un aumento esponenziale con l’incremento dei matrimoni o delle convivenze binazionali con libera circolazione delle persone tra i paesi nonché con il fenomeno della migrazione dei popoli. Lo Stato, quando è intervenuto, l’ha fatto sui singoli casi, rimediando un risposta ad una singola famiglia per volta, senza trovare un metodo strutturale e politico di affrontare questa evoluzione.

Ci sarebbe bisogno di un impegno politico istituzionale maggiore, con un continuo confronto e dialogo tra le massime cariche dei paesi coinvolti e una rappresentanza diplomatica attrezzata ad aiutare il genitore vittima della sottrazione nei contatti nei viaggi all’estero e nell’assistenza legale nei paesi dove si trova il minore.

Preferisco non parlare dei singoli casi per non ripetere quello che avviene attualmente da parte delle istituzioni ma anche dei media perché quando si prestano a risolvere un caso non tengono presente quanti altri minori vengono invece dimenticati e lasciati in disparte favorendone uno soltanto.

Per migliorare la situazione attuale è necessario unire le forse di tutte le associazioni e mettere in campo una pressione maggiore, più organizzata e più coesa nell’incontrare le massime cariche istituzionali del nostro Paese e cercare di ottenere dalla politica degli impegni precisi con progetti a breve termine per i casi più gravi ma anche a lungo termine per affrontare in modo globale un problema che richiede la collaborazione dei paesi coinvolti sia come paese d’origine del minore sottratto, sia del paese ospitante dove il genitore colpevole di sottrazione ha trovato riparo e protezione.

Perché purtroppo avviene spesso che il genitore italiano che ha ottemperato a tutti i passaggi legali in Italia fino all’affidamento definitivo da parte del tribunale dei minori con enormi spese personali e della sua famiglia si trova di fronte alle autorità dell’altro paese ospitante dove le sentenze italiane non vengono riconosciute annullando anni di battaglie legali e dispersioni economiche”.

 

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