sabato, Ottobre 16, 2021
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Pamela, indagine chiusa: fermati altri due nigeriani

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MACERATA – Sono diventati tre i nigeriani fermati in relazione alla morte di Pamela Mastropietro, la giovane di origine romana il cui cadavere è stato rinvenuto smembrato e chiuso in due valigie nelle campagne di Pollenza. Dopo Innocent Oseghale, che si trova in carcere a Montacuto, sono stati fermati il 29enne nigeriano bloccato ieri alla stazione di Milano e Desmond Lucky, già indagato per quanto riguarda la cessione della dose di eroina. I reati ipotizzati dalla Procura sono omicidio, vilipendio, occultamento di cadavere e concorso in spaccio di stupefacenti.

Con i due fermi eseguiti “d’iniziativa della Procura della Repubblica di Macerata, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro, “riteniamo l’indagine chiusa”. Lo ha detto all’ANSA il Procuratore Giovanni Giorgio. I provvedimenti cautelari dovranno poi essere convalidati dal gip.

La seconda autopsia sul corpo di Pamela ha nel frattempo fornito elementi di fondamentale importanza per la ricostruzione del quadro nel’’ambito delle indagini.

Nell’abitazione abitazione sita in via Spalato a Macerata, all’interno della quale Pamela è andata incontro alla sua atroce fine, sono stati rinvenuti dagli inquirenti una mannaia e coltelli recanti tracce ematiche, i vestiti della giovane sporchi di sangue e lo scontrino della farmacia presso la quale si sarebbe recata per acquistare una siringa. Le ipotesi sono solo due: che Pamela sia morta per overdose e fatta a pezzi in un secondo momento o che sia stata uccisa e poi brutalmente sezionata e mutilata.

L’esame autoptico ha evidenziato come la giovane abbia ricevuto un colpo alla tempia (che potrebbe essere stato inferto con un corpo contundente o causato da uno spigolo), un fendente sferrato all’altezza del fegato ed una dose di sostanze stupefacenti che potrebbe, o meno, essere stata letale. Secondo il dottor Mariano Cingolani, che ha condotto l’autopsia, “il sezionamento del cadavere è stato fatto in modo scientifico per cancellare le prove”.

Sussistono quindi ora sono “elementi significativamente rilevanti” che la morte di Pamela Mastropietro sia stata causata da un “omicidio volontario” nella relazione preliminare che il medico legale ha inviato alla Procura ieri sera. Lo rende noto la Procura di Macerata.

Gli interrogatori, che sono ancora in corso, potrebbero fornire elementi utili alle indagini sulla vicenda.

Una ferita riscontrata al fegato sarebbe inoltre compatibile con un coltello trovato nella mansarda, dove il cadavere sarebbe stato accuratamente sezionato. Ci vorranno ancora alcuni giorni per avere in via definitiva la certezza di come Pamela Mastropietro sia morta, ma ci si arriverà. Sul cadavere della ragazza sarebbero stati ravvisati “segni di violenza applicata in condizioni di vitalità”.

 

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