lunedì, Giugno 21, 2021
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ELEZIONI: IL CASO MACERATA AGO DELLA BILANCIA

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Dopo i terribili fatti di Macerata, come era facile prevedere gli ultimi sondaggi vedono accentuarsi il crollo del Partito Democratico e del centrosinistra mentre il centrodestra appare sempre più vicino alla maggioranza parlamentare, favorito anche dal possibile appoggio esterno che gli eventuali deputati eletti da Casapound Italia potrebbero garantire ad un governo che si impegnasse a bloccare definitivamente l’immigrazione clandestina.

Ed infatti, a meno di tre settimane dalla apertura delle urne per le prossime elezioni nazionali di domenica 4 marzo ( e dalle regionali in Lombardia, nel Lazio ed in Molise)  gli ultimi sondaggi rilevano da parte dei cittadini una forte richiesta di maggiore sicurezza e di deciso contrasto agli sbarchi di clandestini e sedicenti profughi nel nostro Paese.

Conseguentemente le ultime rilevazioni vedono aumentare l’ampio vantaggio accumulato dalla coalizione di centrodestra rilevato al 38,5% tanto nei confronti tanto del Movimento 5 stelle visto al 27% con il suo candidato premier Luigi Di Maio.

Ed all’interno del centrodestra ultime vicende maceratesi hanno provocato una risalita nei consensi di Matteo Salvini e della Lega nei confronti di Forza Italia, spingendo Silvio Berlusconi ad inseguire i leghisti assumendo posizioni più intransigenti nei confronti dell’immigrazione giungendo a proporre un umano rimpatrio dei 600 mila clandestini entrati nel nostro Paese senza avere i requisiti per ottenere l’asilo politico strumentalmente richiesto.

Staccati seguirebbero l’arrancante centrosinistra renziano costituito da un Partito Democratico stimato al 22% con una coalizione al 26% complessivo.e la sinistra unitaria di Liberi ed Uguali guidata dal Presidente del Senato uscente Pietro Grasso ed appoggiata dalla Presidentessa della Camera uscente Laura Boldrini al 6%.

Infine buoni risultati sarebbero attesi – soprattutto dopo i fatti di Macerata – per le liste della destra radicale di Casapound Italia e di Forza Nuova, anche se appare non facile il superamento della soglia di sbarramento prevista al 3% dalla pessima legge elettorale attuale.

Si tratta dello stesso pessimo “Rosatellum bis” che inoltre ostacola gravemente la presentazione di liste al di fuori dei partiti tradizionali, ledendo i principi di libera partecipazione democratica con una difficilissima raccolta di sottoscrizioni che è stata invece aggirata tanto dagli eredi di Alternativa Popolare di post-alfaniana memoria schieratisi alcuni con Renzi (ma già diffidati da Rutelli a non utilizzare il simbolo della Margherita) ed altri con Berlusconi ( permettendo Matteo Salvini che dopo aver posto da sempre un veto su Alfano poi scomparso dalla scena politica, ha esteso il divieto sui trasformisti definiti come poltronari di ritorno) quanto dalla Bonino che dopo tanto protestare è stata alfine soccorsa nientepopodimeno che da Tabacci che con il suo Centro Democratico alleato del PD ha esentato i post radicali dalla raccolta delle firme.

Ma al netto di tante furbizie elettorali spira forte aria di sconfitta per ii centrosinistra renziano, destinato a finire al terzo posto nella competizione elettorale, alle spalle anche del Movimento 5stelle e rischiando addirittura di venire incalzato dalla sinistra unitaria vista invece in crescita dai sondaggi.

Certo la sconfitta che si viene profilando preoccupa alquanto lo schieramento renziano, soprattutto nel timore che a marzo venga replicato lo scenario delle consultazioni siciliane dello scorso novembre con un centrosinistra giunto terzo staccato dagli avversari e impossibilitato a contrattare una eventuale grande coalizione con un Berlusconi rilevato invece in forte crescita, e ad un passo dalla maggioranza assoluta dei seggi tanto alla Camera quanto al Senato.

Il clamoroso flop in Sicilia del centrosinistra a trazione renzian-alfaniana sembra proiettare i suoi effetti anche sulle prossime elezioni nazionali destinando il Partito Democratico ad un ruolo marginale, nonostante 6 anni di occupazione del potere con 4 governi mai votati dai cittadini.

E se poi da Bruxelles la Corte Europea dovesse accogliere il ricorso presentato dal Cavaliere contro la applicazione retroattiva nei suoi confronti della legge Severino, fra 3 mesi Berlusconi potrebbe tornare trionfalmente a Palazzo Chigi, concretizzando i peggiori incubi nutriti dalla sinistra Italiana.

Il Cavaliere ha sette vite come i gatti, e sembra che anche stavolta i suoi nemici che tante volte hanno già celebrato i suoi funerali anticipatamente subiranno un grossa delusione dal voto degli Italiani.

Gianni Brandi

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