martedì, Aprile 20, 2021
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Ci risiamo: nuovi ostacoli dai giudici di New York contro il Presidente Trump

MA ANCHE STAVOLTA ALLA FINE LA CORTE SUPREMA DARA’ RAGIONE A TRUMP

HERI DICEBAMUS: nonostante il grande apprezzamento riscosso dal Presidente Trump con il suo primo discorso sullo stato dell’Unione ed il nuovo gigantesco piano di investimenti pubblici e privati in nuove infrastrutture per il Paese, prosegue la furibonda campagna d’odio condotta da mesi dai maggiori mezzi di comunicazione americani contro la presidenza Trump ed il caparbio ostruzionismo di molti giudici locali contro le misure adottate dall’Amministrazione.per per il contrasto alla immigrazione clandestina.

Mentre le campagne di stampa avevano generato i primi frutti avvelenati lo scorso giugno con il grave ferimento su di un campo di baseball in Virginia del parlamentare repubblicano Steve Scalise capogruppo del Grand Old Party alla Camera dei deputati, nonché fedelissimo di Trump e sostenitore della nuova rigorosa politica per la sicurezza nazionale, bersaglio assieme ad altri 3 suoi collaboratori di colpi di fucile esplosi da parte di un sostenitore della sinistra a stelle e strisce, l’ostruzionismo giudiziario nei confronti della Presidenza dopo aver conosciuto alti e bassi mostra una recrudescenza negli ultimi giorni.

Nonostante che giornali liberal non avessero previsto nello scorso luglio la avvenuta approvazione del “MUSLIM BAN” da parte della Corte Suprema del nuovo giudice Neil Gorsuch, scelto proprio da Trump per le sue convinzioni tradizionaliste e patriottiche, oggi si torna alla casella di partenza della resistenza giudiziaria a difesa degli 800 mila giovani cosiddetti “dreamers” che Trump non vuole più automatici destinatari della cittadinanza Americana in mancanza dei requisiti di legge.

Anche se l’anno scorso la approvazione della Corte Suprema  al bando dall’ingresso negli Stati Uniti ai viaggiatori provenienti da 6 Paesi Islamici maggiormente a rischio di infiltrazioni terroristiche, anche se disposta provvisoriamente fino ad ottobre in vista della pronuncia definitiva, e temperata da alcune ragionevoli eccezioni per motivazioni di carattere umanitario, aveva segnato un decisivo punto di svolta sconfiggendo le tesi della presunta illeggitimità delle misure a difesa della sicurezza nazionale adottate da Trump, ora ci risiamo.

Dopo un Tribunale di San Francisco è la volta a New York di un giudice “liberal” di Brooklyn che intende bloccare il respingimento all’estero dei citati “dreamers” che potrebbero poi rientrare in un secondo momento nel Paese se rispettassero le regole poste dalle norme sull’immigrazione legale negli Stati Uniti.

Ma anche stavolta l’ostruzionismo di alcuni giudici contro Trump alla fine verrà sconfitto, non appena i ricorsi previsti giungeranno al giudizio della Corte Suprema.

Come già accaduto per il MUSLIM BAN anche stavolta la decisione della Suprema Corte, sancirà la fondatezza e ragionevolezza della motivazioni di tutela della sicurezza nazionale e di difesa del territorio americano che hanno motivato la abolizione del “Deferred Action for Childhood Arrival” (Daca) di Obama che aveva spalancato porte e finestre del Paese ai cosiddetti “dreamers”  in violazione di tutte le leggi vigenti sull’immigrazione legale.

E bene ha fatto Trump ad individuare nell’insigne giurista Gorsuch l’uomo giusto per convinzioni morali ed autorevolezza a riportare la Suprema Corte sui binari della legittima difesa del territorio Americano dalla minaccia terroristica, pur nel rigoroso rispetto dei principi costituzionali ed umanitari che caratterizzano gli Stati Uniti.

I grandi mezzi di comunicazione contro il popolo sovrano, sembra essere ancora una volta la colonna sonora di questo aspro scontro in atto, che però non è più in grado di manipolare la libera volontà dei cittadini, che oggi plaudono ad una Corte Suprema che ha saputo interpretare correttamente il proprio ruolo, coniugando il rispetto dei principi giuridici con la sacrosanta difesa della vita e della sicurezza degli Americani e delle loro famiglie contro una immigrazione clandestina e incontrollata

 

                                                                                                                                                           Il Conte Rosso                                                                  

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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