domenica, Ottobre 17, 2021
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DI MAIO: la presunta RIMBORSOPOLI sarà un BOOMERANG per gli ALTRI

MOVIMENTO 5STELLE: FUORI CHI NON RISPETTA LE REGOLE E FUORI I CASI ALLA DESSI’

 

il candidato Premier pentastellato Luigi Di Maio denuncia l’ipocrisia di Matteo Renzi, del Partito Democratico e degli altri avversari politici che attaccano i 5 stelle sul presunto scandalo della cosiddetta RIMBORSOPOLI (con la netta eccezione di Matteo Salvini e della Lega che rifiutano commenti sulla vicenda) e prevede che tali attacchi si ritorceranno contro chi li ha lanciati a mo’ di BOOMERANG.

“Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando. Ora è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati tutto. Per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. E questa è una garanzia per gli italiani” ha dichiarato ieri Di Maio.

“Il tempo di concludere le verifiche – prosegue il candidato premier a 5 stelle – e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre”.

Per quanto riguarda la sua situazione personale, Di Maio ha dimostrato di aver restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a più di 370.000 euro, contribuendo al fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese finanziato dalle autoriduzioni di stipendio dei parlamentari grillinim che hanno consentito di creare 17.000 nuovi posti di lavoro mentre gli altri partiti hanno intascato fino all’ultimo centesimo degli stipendi d’oro pagati dal Parlamento con i soldi dei cittadini Italiani.

E poi Di Maio scarica i casi alla Dessì. E lo dice chiaramente: “Se risultasse vero quanto emerso non avremo nessuna difficoltà a dire che non può far parte del Movimento”. Dopo la bufera scatenata sulla vicenda di Emanuele Dessì, attivista della prima ora e candidato per il Movimento al Senato, si attende che sui fatti contestati si faccia chiarezza. Nel mirino il balletto in palestra con il pugile poi condannato per usura Domenico Spada,  il post Fb in cui lui stesso, nel 2015, raccontava di aver “menato ragazzi romeni” che lo insultavano ed il canone di affitto da 7,775 euro al mese che Dessì pagherebbe a Frascati per la casa popolare dove abita’. Tra le tre, l’ultima è la questione su cui, prima di tutte le altre, il M5S chiede che venga fatta chiarezza.

Secondo quanto dichiarato dal comune di Frascati, l’assegnazione dell’abitazione al candidato sarebbe assolutamente regolare: “Per completezza di informazioni, lo stesso Dessi’ si era reso disponibile ad aumentare il valore del canone mensile corrisposto ma ciò non è stato possibile perché il Canone è correlato al reddito dichiarato”.

Si tratta della stessa versione dei fatti fornita dallo stesso Dessì, che chiarisce in diretta Facebook: “Ho chiesto di pagare una cifra più congrua, più alta ho provato a pagare fino a 200 euro al mese ma la legge non me lo ha permesso e mi sono stati rigettai”.

Per quanto riguarda la questione Spada, il candidato chiarisce che non sarebbe esistita alcuna frequentazione con il clan, ma solo con il pugile, in quanto sarebbe stato interessato al suo talento.

Dessì chiarisce anche il contenuto del post in cui dichiarava di aver “menato” un romeno: “Il video in .cui litigavo con dei ragazzi romeni era pubblico da anni. Non volevo menare quella persona, è capitato. Queste cose sono uscite dopo la presentazione della lista del M5s, non è un caso. E’ stato tirati tutto fuori ad arte per colpire il partito che rappresento. Mi scuso di quel gesto. Camminavo con mia moglie all’epoca e uno di loro mi chiede una sigaretta. Io non fumo e gli rispondo di non averla, lui mi sputa sui piedi e si gira”.

E aggiunge: “Mia moglie gli ha chiesto ‘ma cosa fai’ – ha aggiunto – e lui ha detto in romeno una volgarità. Poi mi ha sputato. Forte dell’esperienza pugilistica ho colpito quell’uomo, dovevo difendere mia moglie e i miei figli. Ho sbagliato a condividere uno sfogo. Non sono un razzista”.