mercoledì, Settembre 29, 2021
Home > Italia > Onestà, non onestà, o disonestà? Questo è il dilemma

Onestà, non onestà, o disonestà? Questo è il dilemma

< img src="https://www.la-notizia.net/onesta.jpg" alt="onesta"

Se dovessimo effettuare un’indagine e chiedere alle persone se sono oneste, sicuramente avremmo delle risposte bizzarre, simpatiche ma in pochi sarebbero capaci di rispondere a questa facile, ma complessa domanda.

Essere o non essere, la famosa frase del monologo dal celebre “ Amleto” scritto da Shakespeare, diventa in questo caso di estrema attualità ed in particolare relativamente ai fatti emersi e riportati dagli organi di stampa relativamente ad una formazione politica che ha fatto dell’ “ONESTA’” il suo cavallo di battaglia.

Decantare la propria onestà, scegliendo candidati onesti indicando tutti gli avversari come non onesti, corrotti e trasformisti è stata la caratteristica e la determinata convinzione di un Movimento Politico che grazie a questo slogan ha raggiunto consensi di rilievo con ambizioni addirittura di Premierato per il Paese Italia.

Riportiamo la definizione di Onesto, tratto dal celebre dizionario TRECCANI :  “onèsto agg. [dal lat. honestus, propr. «onorato», der. di honosoris «onore»]. – 1. Di persona che agisce con onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, in base a principî morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che esercita, all’ambiente in cui vive.”

Tuttavia, poiché ogni medaglia ha il proprio rovescio, poiché l’assoluto in natura non esiste, poiché esiste si il tutto, ma anche il contrario di tutto, ecco che anche alcuni “ Onesti” possono diventare…. “NON ONESTI”.

E’ il caso di parecchi ” evasori Fiscali”  la maggior parte dei 21 milioni, cifra rilevata dall’Agenzia della riscossione, sono costretti ad evadere, loro malgrado, perché non hanno i soldi per poter pagare.

E’ il caso di coloro i quali rubano, del cibo, per potersi sfamare o sfamare i propri figli, non riuscendo a trovar lavoro o essendo stati licenziati e quindi non potendo più avere quel minimo di sostentamento economico.

E’ il caso di coloro che avendo perduto tutto, lavoro, casa, reddito, e quant’altro pur di sopravvivere sono costretti a occupare delle case abusivamente, per potere dare un tetto a se stessi ed ai loro familiari, altrimenti costretti a vivere notte e giorno senza alcun riparo e giaciglio, cosa oggigiorno asssai frequente.

E’ il caso di tanti lavoratori “in nero” che pur consapevoli di essere sfruttati, non denunciano i propri aguzzini per non perdere quel poco di lavoro che gli viene loro offerto.

E’ il caso di quei datori di lavoro che pur di mandare avanti l’azienda,  evitare di chiudere costringendo se stessi e gli eventuali impiegati a non sopravvivere, assumono i propri impiegati, o parte di essi senza versare contributi, e spesso pur essendo in regola, non hanno i soldi per pagare le imposte.

E potremmo descrivere migliaia di altre situazioni.

Nel loro animo queste persone vorrebbero essere ONESTE, tuttavia situazioni, forse non oneste, li trasformano in NON ONESTI.

Bisogna evidenziare che vi sono situazioni dove si può scegliere di essere onesti, o non onesti, non a causa di fattori esterni, come nei casi precedentemente descritti, ma di convinzioni, superbia e volontà che portano ad essere DISONESTI.

Sembrerebbe questo il caso di alcuni esponenti di quel Movimento Politico che si era dato come prerogativa precostituita l’immagine di essere l’unico movimento onesto.

Essere promotori ed inneggiare alla propria onestà catturando tanti consensi, va benissimo se effettivamente si dimostra di esserlo.

E’ anche vero che in qualsiasi gruppo, Movimento, espressione dell’attuale società è la stessa società ad asservi rappresentata, in maniera più o meno gravosa.

Dicevano di essersi dimezzati lo “stipendio”  e di versare la metà del compenso un in fondo volontario per poi mettere a disposizione delle aziende in crisi la somma raccolta.

E’ venuto fuori che per alcuni non è stato così. Una minoranza, tuttavia, rispetto alla maggioranza che ha fatto quanto promesso.

“Il tempo di concludere le verifiche – ha dichiarato il leader – e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre. Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando. Ora è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati tutto. Per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. E questa è una garanzia per gli italiani”.

Per quanto riguarda la sua situazione personale, Di Maio ha dimostrato di aver restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a più di 370.000 euro, contribuendo al fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese finanziato dalle autoriduzioni di stipendio dei parlamentari grillini che hanno consentito di creare 17.000 nuovi posti di lavoro mentre gli altri partiti hanno intascato fino all’ultimo centesimo degli stipendi d’oro pagati dal Parlamento con i soldi dei cittadini Italiani.

Di Maio ha affermato di aver commesso l’errore di essersi fidato dell’essere umano. E di certo una componente non onesta del Movimento è saltata fuori. Ma è pur sempre una componente. Gli altri partiti, negli anni, non hanno minimamente pensato di restituire alcunché.

E questi sono i fatti. Motivo per cui, se anche i media stanno mettendo in evidenza la percentuale di NON ONESTI O DISONESTI all’interno del movimento, per onestà intellettuale bisogna rilevare che finora gli altri si sono esclusivamente preoccupati dei propri indennizzi e vitalizi, non curandosi delle reali necessità degli italiani. E questo vuol dire essere DISONESTI.

Si fa presto a tirare una riga tra ONESTI E DISONESTI, soprattutto quando in corso c’è una campagna mediatica. Ma, puntando i riflettori sulla vicenda, emerge come all’interno del Movimento possa essere  confluita una fetta di italiani abituati a non mantenere le promesse. Ma la maggior parte della torta, stando a dati certi, se la sono mangiata comunque gli altri.

Quindi, a chi intasca soldi dei contribuenti non per necessità, ma per cupidigia, la domanda che va rivolta è: Onestà, non Onestà, o DISONESTA’?

Ettore Lembo

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net