martedì, Ottobre 19, 2021
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Raffaele Russo e i suoi ragazzi venduti per 43 € in Messico da 4 poliziotti corrotti

A quasi un mese dalla sparizione degli Italiani in Messico, il mistero si infittisce e sembra sempre più lontano il momento in cui possa essere accertata la verità sulla vicenda, mentre emergono notizie sconcertanti sulla condotta delle autorità locali.  Raffaele Russo, suo figlio e suo nipote sarebbero stati venduti per l’equivalente di 43 Euro da 4 poliziotti corrotti ad una banda di criminali locali. 14 Euro a testa per un rapimento che potrebbe costare la vita dei tre Italiani.

Tre poliziotti ed una poliziotta del Comando locale della città di Tecalitlan in Messico, nel sud dello stato di Jalisco risulterebbero essere stati arrestati a seguito della scomparsa, a fine gennaio, dell’imprenditore italiano Raffaele Russo proveniente da Napoli, di suo figlio Antonio e di suo nipote Vincenzo Cimmino.

La notizia è stata diramata dal procuratore statale Raul Sanchez Jimenez, citato dagli organi di stampa messicani. I quattro agenti di poliziai – Lilia, Emilio, Salvador e Fernando  – sono accusati di ‘sparizione forzata’, riferiscono i giornali. Il magistrato avrebbe fatto presente che i tre italiani non sono stati localizzati, e soprattutto che nessuno di loro è mai transitato per il carcere locale; al contrario Russo, il figlio ed il nipote sarebbero stati invece consegnati ad un gruppo criminale locale e poi trasferiti verso il confine meridionale dello Stato.

Gia giovedì alcune fonti della Procura della regione di Jalisco avevano riferito che Raffaele Russo si sarebbe registrato con un falso nome in alcuni hotel facendosi chiamare falsamente Carlos Lopez.

Inoltre secondo le autorita’ messicane, lo stesso Russo aveva precedenti in Italia per frode e si dedicava alla vendita di generatori elettrici apparentemente tedeschi ma che in realta’ sarebbero stati fabbricati in Cina. Secondo fonti locali della di stampa messicana, che cita fonti vicine alle indagini già alla fine del 2017, Russo era impegnato in affari nello stato di Michoacan e cinque giorni prima della sua scomparsa si era dato appuntamento con il figlio Antonio ed il nipote Vincenzo Cimmino in un hotel di Ciudad Guzman.

Raffaele Russo, sempre secondo quanto scrive il quotidiano, sarebbe già stato arrestato in Messico nel 2015 per frode e corruzione nello stato di Campeche.

I familiari degli scomparsi sono ovviamente sempre più in angoscia per la sorte dei propri congiunti e chiedono alle autorità Italiane di intervenire per fare luce sull’accaduto.