lunedì, Ottobre 25, 2021
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Pamela Mastropietro, la mamma: “Dietro quei nigeriani c’è una tratta di bianche?”

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Nel corso dell’ultima puntata di Quarto Grado Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro, trovata morta, fatta a pezzi e chiusa in due valigie nelle campagne di Tolentino, si lascia andare ad un lungo e commovente sfogo che fa però trasparire anche la sua forza di mamma che intende continuare a lottare.

Il fatto che i tre nigeriani sotto accusa e attualmente in carcere in relazione alla morte della giovane non facciano nessuna ammissione è un’ulteriore ferita per Alessandra Verni.

“Perché – dice di fronte alle telecamere –  non parlano? Parlassero. Tanto è evidente che erano lì. Tre o quattro, quanti erano. E’ inutile che dite che non l’avete uccisa.  L’hanno fatta a pezzi. Non mi interessa chi sia stato. Nessuno l’ha fermato. Sono tutti complici”.

“Che cosa volevano far fare  – prosegue la donna  – a mia figlia? Dietro quei nigeriani c’è una tratta di bianche?.Penso che l’abbiano violentata o che ci abbiano provato. Volevano violentarla? Volevano costringerla a prostituirsi per loro? Sicuramente si è ribellata. Conoscendo mia figlia sicuramente si è ribellata”.

E ancora: “Pamela era una ragazza come siamo stati tutti quanti noi, con passioni, sogni. Era piena di vita. Era solare, voleva aiutare gli latri. Si è fidata di persone sbagliate. Mia figlia ci stata riuscendo a riprendersi la vita in mano. Le hanno spezzato i sogni. Parlo dei mostri che l’hannoo uccisa, di chi l’ha incontrata prima di loro e di chi la doveva proteggere: la comunità di recupero”.

Pamela aveva 18 anni. Una ragazza con problemi come tanti giovani i oggi, a cui la società non dà alcun punto di riferimento. Ma i suoi problemi stava cercando di risolverli. Si era resa conto si aver imboccato una strada buia, di essere entrata in un tunnel dal quale stava cercando di uscire. Sulla sua morte si è fatto uno scempio ancora più terribile di quello operato da chi l’ha fatta a pezzi con una crudeltà a cui non si può e non ci si deve abituare.

La mamma della giovane ha più volte affermato che la figlia aveva la fobia delle siringhe. E l’unica versione che ora si ha, visto che lei non è più in grado di parlare, è quella dei nigeriani indagati in relazione alla sua morte. Ed è sempre bene valutare ogni possibile risvolto, ogni possibile ipotesi. Cosa che gli inquirenti stanno facendo.

Perché si è allontanata da Corridonia? Che ruolo hanno in tutto questo i nigeriani indagati in relazione alla sua morte?  Era la prima volta che li vedeva in vita sua? E qual è la verità sui contatti esterni?

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