mercoledì, Aprile 14, 2021
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Le cinque lettere d’addio dell’appuntato Luigi Capasso: aveva pianificato la strage

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CISTERNA DI LATINA – Luigi Capasso, il carabiniere che ha sparato alla moglie e ha ucciso le due figlie per poi togliersi la vita, aveva pianificato la strage. Gli inquirenti hanno trovato nell’abitazione all’interno della quale si è consumata la tragedia cinque lettere d’addio. Non si sa da quanto tempo lo assillasse il pensiero di sterminare la propria famiglia. Ma quello che appare certo è che il carabiniere avesse pianificato il tutto nei minimi dettagli. Cinque lettere, destinate ai fratelli e ai genitori.

A scatenare la furia omicida sarebbero stati gli esposti della moglie Antonietta Gargiulo e la sua chiamata al 113 dello scorso gennaio. Nelle buste c’erano anche assegni destinati ai fratelli. Prima di suicidarsi Luigi Capasso aveva pensato a tutto, lasciando anche 10mila euro da impiegare per i funerali.

Tantissime le polemiche sull’allarme lanciato dalla moglie e lasciato inascoltato. Ma il pensiero di tutti va alle bambine, vittime innocenti della disperazione criminale del padre. I compagni di scuola non si capacitano dell’accaduto. E le maestre non fanno che piangere.

Mercoledì l’uomo è rimasto barricato per più di 7 ore nella sua abitazione dove si pensava tenesse in ostaggio le figlie di 13 e 7 anni, ma le aveva già uccise. Una tragedia di proporzioni enormi che oltre a commuovere, non può che far riflettere sulla vita dei nostri tempi e sulle modalità con cui queste condizionano la nostra psiche. Luigi Capasso, appuntato in servizio a Velletri ma residente a Cisterna di Latina, ha esploso cinque colpi d’arma da fuoco contro la moglie Antonietta Gargiulo, 39 anni. La donna, ricoverata in gravi condizioni all’ospedale San Camillo di Roma, sembra stare meglio. Tra i due coniugi era in corso una separazione.

Capasso aveva 44 anni ed era originario di Napoli. L’uomo ha sparato alla moglie intorno alle 5 mentre si trovava in garage e stava uscendo per andare al lavoro.  I colpi esplosi dalla pistola di ordinanza sono stati in tutto cinque, ma a raggiungere la donna sono stati tre. Dopo aver sparato, Capasso le ha preso le chiavi di casa, è salito nell’appartamento in cui stavano dormendo le figlie e si è barricato in casa.

 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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