venerdì, Ottobre 22, 2021
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E’ ufficiale: Pamela Mastropietro non è morta di overdose

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Era facile presumere che si sarebbe arrivati a questa conclusione. Ma ora arriva l’ufficialità: Pamela Mastropietro non è morta di overdose.

A confermarlo la relazione del tossicologo Rino Froldi, depositata ieri. Quello che emerge è che sono state rinvenute tracce di morfina in vari organi, ma, nel caso in cui si verifichi una overdose, la droga tende a concentrarsi nella parte del corpo in cui è avvenuta l’assunzione. Nella giornata di oggi avrà luogo un altro sopralluogo dei Ris nella casa in via Spalato.

Era stato già possibile appurare come le coltellate a Pamela fossero state inferte mentre lei era ancora viva. Attualmente sono tre i soggetti fermati e chiusi in carcere in relazione alla morte di Pamela: Innocent Oseghale, Desmond Lucky e Lucky Awelima. Su di loro pesano gravi indizi di colpevolezza. Avrebbero fatto a pezzi il corpo della ragazza sulla terrazza, senza finestre intorno e quindi lontani da occhi indiscreti. E c’è anche un quarto indagato, a piede libero, che si sta mostrando collaborativo.

Il corpo di Pamela Mastropietro è stato martoriato fino all’inverosimile, per essere rinvenuto poi chiuso in due valigie nelle campagne di Pollenza. Si è cercato di cancellare con tutti i mezzi le tracce della violenza.

L’esame autoptico ha ravvisato due coltellate al fegato che hanno avuto “un ruolo nel determinismo morte”, una lesione profonda “prodotta quando la giovane era ancora a cuore battente” e un colpo inferto alla testa con un corpo contundente in condizioni di vitalità dei tessuti.

Quando è stata accoltellata, quindi, la giovane era ancora viva. E aveva anche una lesione al volto, come se fosse stata picchiata. E’ molto probabile che abbia tentato di opporre resistenza ad un tentativo di stupro e che il suo diniego le sia costato la vita.

La madre e lo zio di Pamela sono certi che abbia subito un tentativo di violenza al quale la giovane si sarebbe opposta. E Alessandra Verni va oltre: “Dietro quei nigeriani c’è una tratta di bianche?”

Lucia Mosca

 

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