giovedì, Ottobre 28, 2021
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Renata Rapposelli, arrestati Simone e Giuseppe Santoleri

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GIULIANOVA – Sono stati arrestati questa mattina intorno alle 6 nella loro abitazione Giuseppe e Simone Santoleri, ex marito e figlio di Renata Rapposelli, pittrice scomparsa il 9 ottobre scorso e rinvenuta poi cadavere a Tolentino, lungo l’alveo del fiume Chienti.  I due, unici indagati in relazione al delitto, sono stati tradotti nel carcere di Castrogno a Teramo dove si trovano attualmente anche i loro legali. L’accusa che pesa su di loro è quella di omicidio aggravato in concorso e di occultamento di cadavere. Sembrava ormai un caso destinato a rimanere irrisolto, ma di recente alcune risultanze investigative hanno portato a pensare il contrario.

Sono infatti state concluse da poco le analisi sul terriccio rinvenuto sull’auto di Simone Santoleri , comparato con quello della zona in cui è stato rinvenuto il cadavere di Renata Rapposelli.

Il 9 ottobre scorso la donna è partita per Giulianova da Ancona, dov’è la sua abitazione, perché preoccupata delle condizioni di salute del figlio Simone. L’incontro è rapidamente degenerato in un furibondo litigio scaturito, con grandissima probabilità, da motivazioni di tipo economico.
Intorno alle 17.00 dello stesso giorno, secondo quanto asserito dalla farmacista di Tortoreto che l’avrebbe vista, la donna avrebbe preso un calmante e probabilmente strisciato il proprio codice fiscale (circostanza, questa, mai confermata in via ufficiale). In serata il cellulare di Renata si spegne e si spengono nella stessa fascia oraria, per essere riattivati solo tre giorni dopo, i telefoni dell’ex marito e del figlio.
Gli inquirenti hanno trovato un secondo account Google della Rapposelli sul quale hanno effettuato accurate analisi. E’ stato inoltre realizzato un clone della scheda telefonica della pittrice, il cui cellulare non è mai stato rinvenuto.
Gli inquirenti hanno inoltre cercato il dna degli indagati sui vestiti e sul cadavere di Renata Rapposelli.  Per quanto riguarda le cause del decesso, nella fase iniziale delle indagini, gli inquirenti si sono trovati ad agire per esclusione: la morte per avvelenamento sarebbe stata quella più facilmente dimostrabile, mentre per quanto riguarda il soffocamento e lo strangolamento, non sussisterebbero prove evidenti né sull’apparato scheletrico né sui tessuti. Ma sicuramente, entro la giornata di oggi, tutti i nodi verranno sciolti e sarà anche possibile venire a conoscenza della modalità attraverso la quale la sfortunata pittrice è stata uccisa.
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