domenica, Ottobre 17, 2021
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Possibile accordo fra Salvini e Di Maio sulla presidenza delle Camere

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A quasi una settimana dall’esito delle elezioni politiche inizia a farsi strada – nella evidente impossibilità da parte di ognuno dei 3 poli di costituire una possibile maggioranza – una prima ipotesi di dialogo fra i due vincitori delle urne, cioè fra Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Infatti il leader della Lega, dopo il vano tentativo ed intempestivo tentativo di strizzare l’occhio al Partito Democratico sembra aver compreso che la strada più giusta apparirebbe invece quella di un accordo con il Movimento 5 stelle, di gran lunga primo partito del nuovo Parlamento ed assai più vicino nello spirito di rinnovamento agli ex padani.

Ed in effetti il candidato premier pentastellato in relazione ad un possibile  accordo sulla elezione dei presidenti delle Camere, precisa su Facebook che “Noi siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche – afferma Di Maio – ma chiaramente pretenderemo il riconoscimento del voto degli italiani che ci hanno indicato come prima forza politica del Paese”.

L’altra, lascia intendere con ogni probabilità Di Maio, la rivendicherà l’altro partito che ha vinto le elezioni, la Lega di Salvini.

Diverso, e più complesso – appare la questione della formazione del nuovo governo, rivendicato sia dal Movimento 5 Stelle che dal centrodestra, mentre il centrosinistra conferma il proprio posizionamento all’opposizione (salvo folgorazioni sulla via di Damasco in stile socialdemocratici tedeschi con il loro dietrofront sulla grande coalizione con la Merkel, dapprima drasticamente esclusa già la sera delle elezioni e poi repentinamente accettata).

Ma allo stato attuale – al netto della notevolissima difficoltà di formare in ogni caso un nuovo esecutivo con i numeri usciti dalle urne – apparirebbe assai più probabile una convergenza fra i 5 stelle e l’intero centrodestra.

Anche da Forza Italia infatti giungono voci favorevoli ad un possibile accordo, considerando che se si partisse dalle proposte di cambiamento anzichè dagli organigrammi sarebbero più numerosi gli elementi di unità che non quelli di divisione.

E soprattutto sul nuovo Documento di economia e finanza sarebbe facile trovare elementi di condivisione sulla necessita di abbattere la pressione fiscale e di tagliare la spesa pubblica clientelare ed improduttiva.

Siamo quindi di fronte ai primi segnali di una possibile intesa all’orizzonte fra Di Maio da una parte e Salvini con tutto il centrodestra dall’altra? Già la prossima settimana con gli appuntamenti istituzionali iniziali del nuovo Parlamento se ne potrebbero avere le prime conferme.