domenica, Ottobre 25, 2020
Home > Italia > Il dna di Innocent Oseghale sul corpo di Pamela Mastropietro

Il dna di Innocent Oseghale sul corpo di Pamela Mastropietro

< img src="https://www.la-notizia.net/oseghale.jpg" alt="oseghale"

MACERATA – Sarebbero state rinvenute tracce del dna di Innocent Oseghale sul corpo di Pamela Mastropietro. Lo riporta oggi Il Resto del Carlino. Si aggrava ulteriormente, quindi, a questo punto, la posizione del nigeriano, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere. Nella giornata di martedì i carabinieri effettueranno un ulteriore sopralluogo in via Spalato.

Che Pamela Mastropietro non fosse morta di overdose era stato già confermato dalla relazione del tossicologo Rino Froldi. Sono state rinvenute tracce di morfina in vari organi, ma, nel caso in cui si verifichi una overdose, la droga tende a concentrarsi nella parte del corpo in cui è avvenuta l’assunzione.

Era stato già possibile appurare come le coltellate a Pamela fossero state inferte mentre lei era ancora viva. Attualmente sono tre i soggetti fermati e chiusi in carcere in relazione alla morte di Pamela: Innocent Oseghale, Desmond Lucky e Lucky Awelima. Per gli ultimi due si è in attesa della decisione del gip relativamente ad una possibile scarcerazione.

Il corpo di Pamela Mastropietro è stato martoriato fino all’inverosimile, per essere rinvenuto poi chiuso in due valigie nelle campagne di Pollenza. Si è cercato di cancellare con tutti i mezzi le tracce della violenza.

L’esame autoptico ha ravvisato due coltellate al fegato che hanno avuto “un ruolo nel determinismo morte”, una lesione profonda “prodotta quando la giovane era ancora a cuore battente” e un colpo inferto alla testa con un corpo contundente in condizioni di vitalità dei tessuti.

Quando è stata accoltellata, quindi, la giovane era ancora viva. E aveva anche una lesione al volto, come se fosse stata picchiata. E’ molto probabile che abbia tentato di opporre resistenza ad un tentativo di stupro e che il suo diniego le sia costato la vita.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *