venerdì, 24 Gennaio, 2020
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Alessandro Neri conosceva il suo assassino?

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Non ha ancora un volto l’assassino di Alessandro Neri. E la sua morte è ancora avvolta nel mistero. Tuttavia, dagli elementi acquisiti finora, si può desumere che il giovane conoscesse il proprio assassino e che possa averlo incontrato per un chiarimento. Sul suo corpo non sono stati rinvenuti segni di colluttazione. Le ipotesi sul possibile movente sono più di una, ma, al momento, su nessuna vi sono riscontri certi.

Il padre sembrerebbe escludere la faida interna legata al nonno. “Con quel ramo della famiglia  – avrebbe detto – abbiamo chiuso da tre anni”.

Familiari e amici descrivono Alessandro come un bravo ragazzo, privo di ombre. Non è però escluso che potesse aver iniziato ad avere frequentazioni pericolose. Ed è anche su questo aspetto che si sta infatti indagando.

Alessandro Neri è uscito lunedì pomeriggio dalla sua abitazione per non tornare mai più. E’ stato trovato morto nel pomeriggio di giovedì 8 marzo seduto sulla riva di un torrente nella zona del fosso Vallelunga, con le gambe immerse nell’acqua, il busto appoggiato agli arbusti, il cappuccio della felpa sulla testa. E quel colpo al petto che gli è stato letale.

Non è ancora chiaro se sia stato ucciso altrove e poi portato nel luogo del ritrovamento o se il delitto si sia consumato dove il corpo del giovane è stato rinvenuto. Se così fosse, i dettagli resi noti potrebbero far scattare alcune ipotesi. Quel cappuccio in testa, la posizione del corpo, quell’unico colpo di arma da fuoco diretto al torace potrebbero far pensare al fatto che il giovane stesse subendo minacce, che lo si volesse costringere a fare qualcosa che si è rifiutato di fare.

Si indaga anche sulle ragioni del ritorno in Italia del nonno materno Gaetano e sull’ipotesi che sia stata consumata una vendetta partita addirittura dal Sudamerica, dove l’imprenditore potrebbe aver lasciato qualche conto in sospeso. Ipotesi, come precisato, smentita però dal padre di Alessandro.

E’ possibile che il giovane conoscesse il suo assassino. E di certo si è trattato di un delitto d’impeto. Gli investigatori continuano a lavorare a 360 gradi per dare finalmente un volto all’assassino.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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