giovedì, Settembre 24, 2020
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Vaccini, relazione choc sui casi di morte dei militari italiani

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Oggi l’ingresso nei nidi e nelle scuole materne potrebbe non essere certo per tutti. I genitori sprovvisti della certificazione dell’avvenuta vaccinazione o ancora non forniti della prenotazione in una Asl rischiano infatti di veder negare l’entrata ai propri piccoli. Lo ha precisato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, dopo la scadenza del termine (il 10 marzo) per la presentazione dei documenti. Nel mentre, pochi giorni fa, è stata pubblicata la Relazione Finale della Commissione Parlamentare sui casi di morte e malattie che hanno colpito i militari italiani a causa di agenti contaminanti multipli, in primis i vaccini.

Al seguente link il testo integrale della relazione:

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato3170653.pdf

In sintesi:

 La Commissione Parlamentare conferma la totale assenza di studi scientifici in letteratura volti a valutare la tollerabilità della quantità complessiva di componenti dei vaccini (adiuvanti, conservanti, antigeni, allergeni, eccipienti e contaminanti). La quantità cumulativa dei vari componenti dei vaccini eccede il limite permesso per l’autorizzazione all’immissione in commercio;

 La Commissione Parlamentare conferma la necessità di NON somministrare contemporaneamente più di 5 vaccini monovalenti monodose sui militari;

 La Commissione Parlamentare conferma che la vaccinazione comporta rischi in termini di problemi di immunodepressione, iper-immunizzazione, autoimmunità e ipersensibilità;

 La Commissione Parlamentare conferma che il pericolo dei rischi è riportato direttamente nelle schede tecniche delle case farmaceutiche che chiedono espressamente l’applicazione di opportune precauzioni all’impiego dei vaccini e la verifica dello stato di salute del vaccinando e dell’assenza di patologie al momento della vaccinazione.

 Nei vaccini analizzati oltre al principio attivo vi sono oltre 81 sostanze (come formaldeide, proteine
pollo, cellule di uova di pollo, embrioni di gallina, idrossido di alluminio, lattosio, albumina umana, cellule
fetali umane, ecc.) per cui è prevista una valutazione si sensibilità o allergia.

 La Commissione parlamentare conferma che vi è una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative e altre patologie autoimmuni e la somministrazioni di vaccini.

 I vaccini usati nella profilassi militare sono gli stessi autorizzati dall’AIFA per uso civile.

Partendo dall’assoluta equivalenza tra vaccini usati nei militari e quelli usati nei neonati (AIFA), è lecito porsi alcune domande:

1.  Come mai i militari non possono superare 5 vaccini MONODOSE nella stessa seduta e un neonato di 60 giorni di vita ne riceve 8 contemporaneamente (esavalente + pneumococco + rotavirus)?

2.  Come mai i vaccini monodose per i militari sono disponibili mentre per i neonati no?

3. Come mai non esistono studi scientifici in letteratura sulla tollerabilità e sicurezza della somma degli
adiuvanti (81 sostanze diverse) contenuti nei vaccini?

4. Come mai nei militari vengono richiesti esami prevaccinali approfonditi e personalizzati mentre nei
neonati no?

5. Com’è possibile che nei militari vi sia una associazione statisticamente significativa tra patologie tumorali, autoimmuni e le vaccinazioni, mentre nei neonati i vaccini sono sicurissimi e innocui?

Alla luce della Relazione Finale della Commissione Parlamentare, è quindi possibile ritenere che vi siano fondati motivi per disapplicare le circolari dei ministeri sanità e istruzione sulla infame legge 119/2017?

La sintesi sopra riportata è stata inoltrata da un genitore alla scuola frequentata dai suoi figli.

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