martedì, Ottobre 26, 2021
Home > Italia > Alessandro Neri, la firma dell’assassino

Alessandro Neri, la firma dell’assassino

< img src="https://www.la-notizia.net/alessandro" alt="alessandro"

PESCARA – E’ ancora mistero sulla morte di Alessandro Neri, 29enne di Spoltore scomparso lo scorso lunedì e trovato cadavere giovedì 8 marzo con due pallottole piantate in corpo, una all’altezza dell’emitorace ed una alla testa. Una vera e propria esecuzione, dicono gli inquirenti. Familiari ed amici lo descrivono come un bravissimo ragazzo. E, guardando le foto di quel volto pulito e sorridente, non si può pensare il contrario. Ed è anche e soprattutto per questo che la sua morte rimane inspiegabile. E’ uscito intorno alle 18 dalla propria abitazione, ha preso l’auto, poi trovata in centro a Pescara, e di lui non si sono avute più notizie. Fino al macabro ritrovamento.

La modalità del rinvenimento del cadavere fa riflettere: in posizione seduta, le gambe immerse in acqua, due colpi esplosi ed il cappuccio della felpa abbassato sulla testa. Non sembrerebbe proprio un omicidio passionale, ma più una esecuzione, non programmata. Ed è in questo modo che l’assassino ha firmato il delitto. Nel modo in cui ha lasciato il cadavere. Forse, fino a pochi minuti prima, si stava cercando di chiarire alcune questioni. Poi si è perso il controllo. Forse Alessandro è stato minacciato, gli è stato imposto di fare qualcosa.

Una esecuzione dettata probabilmente, stando almeno alla logica, da motivi di soldi. L’omicidio è legato a questioni del nonno Gaetano? Ad affari intrapresi dallo stesso Alessandro? Nessuna pista viene esclusa. Dalla faida familiare, ad eventuali conti in sospeso del nonno, emigrato in Venezuela dove ha fatto una fortuna con la produzione di ceramiche, alla possibilità di un movente passionale. Ed ora entra in campo anche la pista dell’usura.

Un’esecuzione come quella che ha provocato la morte di Alessandro presuppone uno sgarro, o comunque qualcosa che abbia a che fare con questioni di denaro.

Alessandro non si è difeso. Sul suo corpo non sono stati rinvenuti segni di colluttazione. Conosceva il suo assassino. Forse si sono incontrati solo per quello che inizialmente doveva essere un chiarimento.

Poi la situazione è sfuggita di mano. Al momento, in relazione al delitto, nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati. Ma ci sarebbe una lista di nomi da sentire, da verificare.

La Procura di Pescara ha nel frattempo stabilito di far intervenire anche gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Finanza per ricostruire la storia patrimoniale della famiglia.

Che Alessandro potesse prestare denaro a strozzo la famiglia lo esclude. Ma di certo, chi l’ha ucciso, ce l’aveva con lui. E gli inquirenti stanno lavorando, senza sosta, per capire chi.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net