venerdì, Giugno 18, 2021
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Nasce la Conferenza di pianificazione per la definizione di intese fra i Comuni

Nuovo Piano territoriale: “Adesso facciamolo decollare” ha dichiarato Nugnes

Teramo – Con il nuovo piano territoriale, il piano strategico per la limitazione del consumo di suolo e il piano di polizia rurale, gli enti locali: “vedono rafforzati gli strumenti per la collaborazione istituzionale e hanno come riferimento una chiara visione del futuro” ha dichiarato questa mattina il presidente Renzo Di Sabatino che ha introdotto l’incontro con gli Ordini professionali, i cittadini (erano presenti anche gli studenti del Geometri “Moretti” di Roseto) e i portatori di interesse. Il dissesto idrogeologico, lo stato dei fiumi, le aree industriali dismesse, i fenomeni di spopolamento in alcune aree e di sovradimensionamento in altre impongono delle scelte. L’appuntamento di Teramo chiude una fase di presentazioni dei nuovi strumenti di pianificazione territoriale che ha interessato tutta la provincia e ha condotto i progettisti e l’ente a confrontarsi con i tecnici e gli amministratori comunali.

I nuovi strumenti urbanistici da una parte limitano i fenomeni di sfruttamento dell’ambiente valorizzando con decisione risorse come il paesaggio e l’agricoltura, dall’altra spingono verso la rigenerazione urbana e la rigenerazione territoriale stimolando la collaborazione fra i Comuni.

La Provincia di Teramo è stato il primo ente in Abruzzo (prima deliberazione di adozione da parte del Consiglio provinciale maggio 2014) a dotarsi di uno strumento di attuazione della legge regionale sul “Consumo di suolo” e il primo ente territoriale a contemplare fra gli strumenti di attuazione il contratto di fiume e quello di paesaggio. Oggi, sono stati ringraziati l’ex presidente Valter Catarra e l’ex assessore all’urbanistica, Vincenzo Falasca per l’impegno profuso in questo senso.

Il gruppo di progettazione, composto da Marco de Annuntiis, Rosalba D’Onofrio, Giuliano Di Flavio, Raffaele Di Marcello e Alfonso Pallini, è stato coordinato dal professore Michele Talia della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino. Piergiorgio Landini ha curato le relazioni economiche.

“Adesso facciamolo decollare – ha detto il consigliere delegato all’urbanistica, Mario Nugnes – è l’inizio di un percorso ma c’è già chi l’ha sperimentato: il nuovo piano regolatore di Ancarano è stato progettato nel rispetto della nuova normativa. Uno dei prossimi obiettivi è quello di dialogare con il mondo dell’agricoltura, associazioni e agricoltori, per far decollare il regolamento di polizia rurale: abbiamo bisogno della loro collaborazione per la corretta gestione dei campi e dei versanti privati e per le attività di regimentazione delle acque: la mancanza di cura è spesso causa di smottamenti e frane sulle strade”.

 

Scheda sulle principali novità

Gli “Indirizzi strategici per la pianificazione territoriale in materia di sostenibilità” (adottati con D.C.P. n° 20 del 29/05/2014 ed approvati definitivamente con D.C.P. n° 50 del 20/10/2017) sono costituiti da due documenti:

1. “Piano strategico per la sostenibilità ambientale e il contenimento del consumo di suolo” (con cui si individua lo scenario strategico di sviluppo dei sistemi ambientale, insediativo e della mobilità della Provincia di Teramo; articola il territorio provinciale in sistemi territoriali complessi e articola la rete dei servizi; promuove progetti strategici);

2. “Variante alle Norme Tecniche di Attuazione del P.T.C.P.” (aggiornamento delle norme esistenti nelle materie del consumo di suolo, della difesa del territorio e della previsione di servizi).

Cosa cambia per i cittadini?

Un effetto indiretto e molto importante: i due strumenti (soprattutto la variante normativa) danno norme ed indicazioni per un maggior controllo delle trasformazioni urbanistiche determinate dai Piani Regolatori comunali; rendono più difficile l’utilizzo del suolo agricolo a fini edificatori; impongono le compensazioni ambientali in caso di nuove previsioni dei piani regolatori. Tutto ciò riverbera effetti positivi sull’ambiente, sul paesaggio e sulla sicurezza del territorio.

Cosa cambia per le imprese?

Il “Piano” si occupa in maniera specifica delle strategie di sviluppo industriale nella sezione “Produzione e sviluppo“. Gli obiettivi che si vogliono raggiungere: diversificazione della specializzazione produttiva con una scelta tra le aree con capacità di sviluppo e quelle con una dimensione più locale; incentivazione di nuovi interventi solo in ambiti produttivi di rilievo sovracomunale; qualificazione del tessuto produttivo esistente e delle nuove realizzazioni ricorrendo al modello delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate; contenimento e riduzione del consumo di suolo, operazioni di riconversione delle aree in via di dismissione o già dismesse; attivazione di processi di perequazione territoriale connessi ai nuovi ambiti di rilievo sovracomunale; sviluppo di sinergie con l’Università e gli Istituti di Ricerca.

Il Piano strategico individua anche una serie di azioni per i Sistemi Territoriali Complessi ( favorire l’innovazione , la cooperazione e la intersettorialità tra i diversi settori; sostenibilità e rilancio della produzione artigianale, industriale e del commercio; rete infrastrutturale efficiente e potenziata).

La “Variante alle N.T.A.” inserisce limitazioni all’espansione delle aree produttive se queste non sono sature per almeno il 75% della sua estensione e la necessità di realizzare i nuovi insediamenti con utilizzo di attenzioni ambientali.

Cosa cambia per i Comuni?

I Comuni sono i veri destinatari dei due strumenti approvati. Sono loro che, attraverso la pianificazione comunale cioè i Piani Regolatori, devono dare attuazione alle previsioni insediative ed alle politiche di sviluppo. I maggiori cambiamenti per i Comuni arrivano dalla “Variante alle N.T.A.” e sono così sintetizzabili:

1. istituzione della Conferenza di Pianificazione per la definizione di intese per la localizzazione di opere e interventi di livello provinciale/sovra-comunale e per la redazione dei Piani Regolatori comunali. Essa costituisce riferimento fondamentale al fine di evitare che le politiche urbanistiche dei singoli Comuni generino incoerenze (per il dimensionamento degli piani urbanistici, per il contrasto ai fenomeni di crescita urbanistica disordinata e per la corretta localizzazione dei servizi).

2. i Comuni sono obbligati a determinare il limite del territorio già urbanizzato e nel caso venga trasformato del suolo agricolo si devono prevedere misure di compensazione ambientale che lo strumento urbanistico comunale (P.R.G. o P.R.E.) è tenuto a determinare.

3. viene disciplinato il concetto di qualità ambientale la cui finalità è: la riduzione della pressione degli insediamenti sui sistemi naturali ed ambientali, la mitigazione degli impatti ed il contenimento del consumo del suolo agricolo.

4. vengono definiti i depositi verdi all’interno dei quali i Comuni individuano delle aree pubbliche da destinare ad interventi di miglioramento ambientale ed ecologico dove localizzare gli interventi di compensazione ambientale.

5. i Comuni, per le aree classificate “varchi e discontinuità” e “terreni agricoli periurbani” devono presentare uno studio conoscitivo che contiene ricognizioni dettagliate in ordine ai varchi e a tutti i suoli agricoli presenti nel territorio comunale definendone le potenzialità, gli attuali usi, le valenze e le trasformabilità.

 Cosa cambia per l’ambiente?

L’ambiente ed il paesaggio diventano le due tematiche centrali di tutta l’operazione che va sotto il nome di “Indirizzi strategici per la pianificazione territoriale in materia di sostenibilità”. Infatti, sia il “Piano strategico per la sostenibilità ambientale e il contenimento del consumo di suolo” che la “Variante alle N.T.A.” contengono norme e scelte ispirate alla valorizzazione e conservazione dei sistemi ambientali e paesaggistici.

Il Piano strategico contiene progetti a matrice ambientale quali:

1. “Rete Ecologica Provinciale” con questi obiettivi: rafforzamento della funzionalità della rete ambientale e messa in sicurezza del territorio; integrazione tra il sistema del verde urbano, le aree agricole e il sistema del verde territoriale; operazioni di compensazione ambientale e di valorizzazione paesaggistica degli insediamenti; progetti specifici di valorizzazione paesaggistica;

2. “Una nuova Agricoltura” con questi obiettivi: rafforzare la competitività delle imprese e delle relative produzioni agroalimentari; tutelare e valorizzare le risorse strategiche naturali e paesaggistiche; sviluppare i servizi, le infrastrutture e le reti relazionali in ambito rurale; individuare politiche strutturali in favore delle aree agricole e dei piccoli comuni collinari;

La variante inserisce una serie di disposizioni che rendono più difficile proporre trasformazioni dei suoli da agricoli a edificabili e, nel caso fosse necessario, propone forme di risarcimento ambientale. Inoltre, i nuovi insediamenti devono perseguire la qualità ambientale e la qualità paesaggistica con particolare riferimento alla salubrità dell’aria, al clima acustico, alla sicurezza, al contenimento del traffico.

Cosa cambia per l’Agricoltura?

Tutto il mondo produttivo agricolo ha un posto di rilievo nelle politiche di sostenibilità ambientale sia del Piano strategico che della variante normativa, con il progetto strategico “Una nuova Agricoltura” oltre che singole azioni ed interventi in altre sezioni, tutti con la finalità di preservare il suolo agricolo da nuova edificazione e di promuoverne la valorizzazione ambientale ed economica.

La variante normativa è per larghissima parte dedicata alla difesa dell’integrità del suolo agricolo non permettendo la sua trasformazione. La trasformabilità del suolo agricolo in suolo edificabile potrà essere accordata solo dopo ricognizioni dettagliate sul valore agronomico del suolo e dopo aver accertato che altre aree già edificabili non sono disponibili.

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