mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Ipotesi governo elettorale Di Maio-Salvini-Meloni e poi di nuovo al voto in ottobre

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Avevamo visto  giusto anche stavolta: a due settimane dal clamoroso esito delle elezioni politiche con il grande successo del Movimento 5 Stelle e della nuova Lega nazionale ed il crollo del Partito Democratico e di Forza Italia si profila l’accordo da noi anticipato fra Luigi Di Maio e Matteo Salvini mentre si sono già verificate le dimissioni di Matteo  Renzi da noi  previste nel caso di un crollo dei dem – poi finiti al 18% – sotto la soglia minima del 20 per cento.

E quindi inizia a farsi strada – nella evidente impossibilità da parte di ognuno dei 3 poli di costituire una possibile maggioranza e nella irripetibilità di un Patto del Nazzareno bis fra un Renzi non più leader del Partito Democratico ed un Berlusconi in evidente difficoltà – una prima ipotesi di dialogo fra i due vincitori delle urne, cioè fra Luigi Di Maio e Matteo Salvini con  la possibile partecipazione – limitatamente ad un accordo per riformare la pessima legge elettorale vigente in senso maggioritario – dei Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Infatti il leader della Lega, dopo il vano tentativo ed intempestivo tentativo di strizzare l’occhio al Partito Democratico sembra aver compreso che la strada più giusta apparirebbe invece quella di un accordo con il Movimento 5 stelle, di gran lunga primo partito del nuovo Parlamento ed assai più vicino nello spirito di rinnovamento agli ex padani.

Ed in effetti il candidato premier pentastellato in relazione ad un possibile  accordo sulla elezione dei presidenti delle Camere, precisa su Facebook che “Noi siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche – afferma Di Maio – ma chiaramente pretenderemo il riconoscimento del voto degli italiani che ci hanno indicato come prima forza politica del Paese”.

L’altra, lascia intendere con ogni probabilità Di Maio, la rivendicherà l’altro partito che ha vinto le elezioni, la Lega di Salvini.

Diverso, e più complesso – appare la questione della formazione del nuovo governo, rivendicato sia dal Movimento 5 Stelle che dal centrodestra, mentre il centrosinistra conferma il proprio posizionamento all’opposizione (salvo folgorazioni sulla via di Damasco in stile socialdemocratici tedeschi con il loro dietrofront sulla grande coalizione con la Merkel, dapprima drasticamente esclusa già la sera delle elezioni e poi repentinamente accettata).

Ma allo stato attuale – al netto della notevolissima difficoltà di formare in ogni caso un nuovo esecutivo con i numeri usciti dalle urne – apparirebbe assai più probabile una convergenza fra i 5 stelle ed il tandem di centrodestra costituito da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Più difficile appare una convergenza au tale intesa anche da parte di Forza Italia: infatti anche se dagli azzurri giungono voci favorevoli ad un possibile accordo programmatico considerando che se si partisse dalle proposte di cambiamento anzichè dagli organigrammi sarebbero più numerosi gli elementi di unità che non quelli di divisione, l’obiettivo di tornare rapidamente al voto dopo la approvazione della nuova legge elettorale non viene condivisa da Silvio Berlusconi, che vede al contrario tale ipotesi come una autentica iattura.

Sarà comunque necessario cercare una convergenza sul nuovo Documento di economia e finanza sul quale si potrebbe trovare elementi di condivisione al fine di abbattere la pressione fiscale e di tagliare la spesa pubblica clientelare ed improduttiva.

Siamo quindi di fronte ai primi segnali di una possibile intesa all’orizzonte fra Di Maio da una parte e Salvini con almeno una parte del centrodestra dall’altra? Già la prossima settimana con gli appuntamenti istituzionali iniziali del nuovo Parlamento se ne potrebbero avere le prime conferme.