giovedì, Ottobre 28, 2021
Home > Italia > Costituzione Italiana, Art. 1: CANCELLATO

Costituzione Italiana, Art. 1: CANCELLATO

< img src="https://www.la-notizia.net/costituzione.jpg" alt="costituzione"

Potrà sembrare una provocazione o un modo di dire, ma se esaminiamo attentamente L’articolo 1 della Costituzione Italiana potremo constatare come, all’atto pratico, non certo formale, sia stato inequivocabilmente cancellato dalla vita degli italiani, così come altri articoli ancora presenti ma oramai in totale disuso.

Ricordiamo che il Primo articolo della Costituzione Italiana recita testualmente:

“ L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

L’articolo 1, su cui si dovrebbe fondare e riconoscere il tessuto sociale del popolo Italiano e le sue Istituzioni, al giorno d’oggi, pur rimanendo in vigore senza essere mai stato abrogato, di fatto è stato superato.

Che la Repubblica sia democratica è certo, essendo Governata ormai da anni dal Partito Democratico che oramai pur non vincendo alcuna elezione, ha radicalmente e stabilmente fissato nel tempo le proprie radici in tutti quelli che sono i posti Istituzionali.

Finanche il Lavoro ha democraticamente cessato di esser disponibile, assoggettandosi allo rigide leggi democratiche che, nell’interesse della popolazione, stanca ed affaticata, ha raggiunto l’obiettivo di rendere concreta una disoccupazione che di fatto supera quella del terzo mondo e si inserisce nel quarto: L’Italia dei disoccupati.

Da qui, grazie al propositivo impegno del Governo, possiamo serenamente scrivere: “L’Italia è una Repubblica del Partito democratico fondata sulla Disoccupazione”.

Cancellata quindi la prima frase dell’articolo uno, come già descritto, esaminiamo la seconda frase che asserisce che la sovranità appartiene al popolo.

Il popolo Italiano, che per tanti anni, dopo aver scelto tra monarchia e repubblica, dopo aver scelto tra divorzio si e divorzio no, ma soprattutto dopo aver eletto tantissimi parlamentari per la formazione dei governi, esercitando democraticamente il diritto di sovranità, ha trovato una grossa battuta di arresto,  non avendo mai avuto la possibilità di esprimersi sulla cessione della propria sovranità ad uno stato, non stato, fatto da burocrati e non da eletti.

Uno Stato chiamato Europa, che racchiude tanti altri stati che hanno scelto liberamente di entrare o uscire anche attraverso referendum popolari ad eccezione dell’Italia.

Ed è così che democraticamente il Partito Democratico ha ritenuto di cancellare anche la seconda e terza frase dell’ Articolo 1 della costituzione che recita: “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”.

Non a caso, il popolo si è espresso con il referendum bocciando la riforma costituzionale, ma anche e soprattutto il governo ed i politici che avevano scritto e proposto quella che avrebbe dovuto essere la nuova costituzione.

Avendo lo stesso presidente del Consiglio ha poi asserito: “ E’ stato incauto promuovere questo referendum ed affidare ad un si e a un no, problemi tanto complessi…” come riportato da Radioanchio, su Radiorai, ecco che democraticamente il Partito Democratico ha ritenuto legittimo non considerare il voto degli Italiani, recatisi in massa a votare, lasciando che il governo bocciato cambiasse solo il nome del capo di Governo, e mantenendo quasi tutti i Ministri, pur bocciati, e per di più promuovendo chi per prima aveva firmato la costituzione bocciata.

Pur avendo esercitato il proprio diritto di sovranità, il volere del popolo e della costituzione è stato disatteso. Nemmeno il risultato elettorale che ha sancito una disastrosa sconfitta del partito di Governo, ha reso giustizia a gli Italiani. La sovranità del popolo è così di fatto stata cancellata.

Addio articolo 1 della costituzione, ma vedremo che  anche tanti altri articoli della stessa…. Han fatto la stessa fine.

Ettore Lembo   

 

http://www.ilpopulista.it/news/24-Giugno-2016/2198/napolitano—sbagliato-votare-.html