sabato, Novembre 27, 2021
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Accordo fra Centrodestra e Movimento 5 Stelle sulla presidenza delle Camere

Il napoletano Roberto Fico alla Camera per i grillini ed il milanese Paolo Romani di Forza Italia al Senato per il Centrodestra

 

Avevamo visto giusto anche stavolta: dopo quasi 20 giorni di stallo dopo il clamoroso esito elettorale a si sta facendo strada – nella evidente impossibilità da parte di ognuno dei 3 poli di costituire una possibile maggioranza – una prima ipotesi di dialogo per le Presidenze dei due rami del Parlamento fra i due vincitori delle urne, cioè fra Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle e Matteo Salvini leader del Centrodestra unito.

Infatti il leader della Lega, dopo il vano tentativo ed intempestivo tentativo di strizzare l’occhio al Partito Democratico sembra aver compreso che la strada più giusta appare invece quella di un accordo con il Movimento 5 stelle, di gran lunga primo partito del nuovo Parlamento ed assai più vicino nello spirito di rinnovamento agli ex padani. Ed a favore di tale ipotesi gioca anche l’apertura ai grillini da parte di Silvio Berlusconi che non esclude più in assoluto un accordo anche per il futuro governo.

In particolare l’accordo per le Presidenze si sta orientando nel senso di individuare per la Camera dei Deputati la candidatura di Roberto Fico, figura storica napoletana dei grillini ortodossi della prima ora e per il Senato della Repubblica la candidatura di Paolo Romani, ex capogruppo milanese di Forza Italia nella passata legislatura ed uomo di fiducia del Cavaliere.

Ed in effetti il candidato premier pentastellato in relazione ad un possibile  accordo sulla elezione dei presidenti delle Camere, precisa su Facebook che “Noi siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche – afferma Di Maio – ma chiaramente pretenderemo il riconoscimento del voto degli italiani che ci hanno indicato come prima forza politica del Paese”.

Diverso, e più complesso – appare la questione della formazione del nuovo governo, rivendicato sia dal Movimento 5 Stelle che dal centrodestra, mentre il centrosinistra conferma il proprio posizionamento all’opposizione (salvo folgorazioni sulla via di Damasco in stile socialdemocratici tedeschi con il loro dietrofront sulla grande coalizione con la Merkel, dapprima drasticamente esclusa già la sera delle elezioni e poi repentinamente accettata).

Ma allo stato attuale – al netto della notevolissima difficoltà di formare in ogni caso un nuovo esecutivo con i numeri usciti dalle urne – apparirebbe assai più probabile una convergenza fra i 5 stelle e l’intero centrodestra.

Anche da Forza Italia infatti giungono voci favorevoli ad un possibile accordo, considerando che se si partisse dalle proposte di cambiamento anzichè dagli organigrammi sarebbero più numerosi gli elementi di unità che non quelli di divisione.

E soprattutto sul nuovo Documento di economia e finanza sarebbe facile trovare elementi di condivisione sulla necessita di abbattere la pressione fiscale e di tagliare la spesa pubblica clientelare ed improduttiva.

Siamo quindi di fronte ai primi segnali di una possibile intesa all’orizzonte fra Di Maio da una parte e Salvini con tutto il centrodestra dall’altra? Già nei prossimi giorni con gli appuntamenti istituzionali iniziali del nuovo Parlamento se ne potrebbero avere le prime conferme.