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Femminicidi, strage infinita: quasi uno ogni 2 giorni

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Una strage senza fine quelle delle donne uccise dai loro compagni o dai loro ex. Laura, 20, anni madre di due bimbi, è stata accoltellata e gettata in un pozzo dal compagno per essere trovata morta domenica e due giorni fa Immacolata, 31 anni, è stata uccisa dal marito dopo aver accompagnato la figlia a scuola. Secondo il quarto rapporto di Eures sono state 114, una ogni 2,6 giorni, le donne uccise nei primi 10 mesi del 2017 e il numero più alto di femminicidi si è registrato in Lombardia, seguita da Veneto, Campania ed Emilia-Romagna.

Il numero dei femminicidi in Italia tra il 2015 e il 2016 è passato da 142 a 150 (+5,6%). L’aumento del fenomeno è avvenuto soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro. Nel 2016 è il Nord ad essere l’area più interessata con 78 femminicidi (il 52%) e un incremento del 30% rispetto alle 60 vittime del 2015. Sono in aumento anche i casi al Centro (+30%), dove le vittime sono passate da 20 a 26 (il 17,3%). Sono invece mentre in forte calo i casi al Sud, che sono scesi da 62 a 46 (-25,8%), diminuendo anche la relativa incidenza sul dato nazionale (dal 43,7% del 2015 al 30,7%). Al Nord, dunque, si registra il rischio maggiore, con un indice pari a 5,5 femminicidi ogni milione di donne residenti, a fronte di 4,3 al Sud e di 4,2 al Centro (4,8 complessivamente in Italia).

Ma non solo. Secondo un recente dossier della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, si evidenzia come 6 milioni e 788 mila donne tra i 16 e i 70 anni, quasi una su tre (31,5%) riferiscono di aver subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dallo strattonamento o molestia fino allo stupro. Gli autori delle violenze più gravi sono prevalentemente i partner attuali o gli ex: 2 milioni e 800 mila donne ne sono state vittime.
Nel rapporto Eures si evidenzia che il 76,7% dei femminicidi è maturato in un contesto familiare e affettivo con una forte connotazione negativa data da possesso, gelosia, isolamento e disagio.

Roberto Guidotti

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