domenica, Agosto 1, 2021
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Fermo, la maggioranza consiliare risponde su San Michele Terra: “Dal PD 4 anni di nulla”

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FERMO – La maggioranza consiliare nota come “Non perde occasione il circolo di Lido di Fermo del Pd per sfogare la sua ostilità nei confronti dell’Amministrazione ed in particolare dell’Assessore Ciarrocchi (qui raggiungiamo i livelli di accanimento personale), “colpevoli” di aver finalmente liberato la città ed il quartiere dall’immobilismo in cui per anni l’aveva lasciata la precedente amministrazione,  guidata proprio dal PD.

Siamo partiti con gli oleandri, passando per il piano spiaggia per finire su San Michele terra, tutto a firma del segretario Ferracuti, che così procedendo non si accorge che il risultato che consegue è sempre lo stesso, visto che continua a collezionare brutte figure affogando nelle sue contraddizioni e venendo puntualmente smentito dai fatti e dal gradimento della cittadinanza.

E’ veramente stucchevole dover ricordare che sul tema San Michele Terra il signor Ferracuti invoca condivisione e partecipazione come se non sapesse che si sono tenute ben due Commissioni consiliari, che sono state inviate 97 lettere agli eventuali interessati, che la variante è pubblicata sul sito del Comune sin dal 2016 e costituisce solo il primo passaggio in attesa delle osservazioni.

Sempre il segretario Ferracuti parla di potenziamento dell’illuminazione e non si accorge o finge di ignorare che è ormai ultimata una modifica epocale di tutta l’illuminazione pubblica della città con inserimenti di vari punti luce richiesti proprio da collaborativi cittadini residenti  a  San Michele in alcune zone strategiche (incrocio Via Sirolo, Via Perugia ecc).

Si duole dell’arredo urbano e forse non nota una tenuta del verde impeccabile, con interventi di riqualificazione attesi da anni (l’ultimo in ordine di tempo è proprio su San Michele, visto che tra poco inizieranno i lavori per attrezzare il camminamento verde di Via Barletta).

Il tutto dimenticando che l’urgenza in cui ha lavorato la squadra dell’assessore Nunzi è dovuta alla totale inerzia della precedente Amministrazione (di cui era parte attiva il consigliere Malvatani) che avrebbe potuto affrontare la problematica di San Michele Terra, o magari avrebbe anche solo potuto prorogare la durata del piano, ma nulla ha fatto.

Sarebbe curioso conoscere come il signor Ferracuti con il suo partito avrebbe in concreto inteso affrontare e risolvere la problematica del piano particoleggiato (lo avrebbe fatto decadere, avrebbe lasciato al previsione del 2008 o cosa altro?), visto che il rappresentante in Consiglio, il capogruppo Malvatani, aveva principalmente (e giustamente) puntato l’indice più che altro sulla necessità di neutralizzare i ricorsi, risultato puntualmente e tempestivamente conseguito dalla Giunta Calcinaro, un’evenienza per cui andrebbero fatti i complimenti al Sindaco ma che comunque assume un rilievo marginale a fronte del lavoro del dirigente Paccapelo che nel merito della variante al piano particolareggiato è riuscito a dotare il quartiere degli standard necessari a spese dei privati, nel contempo minimizzando il consumo del suolo, riducendo le altezze e dimezzando il volume delle costruzioni!!!”

Il lavoro portato a termine dall’amministrazione va verso la direzione auspicata dai cittadini.

“Certa politica non si smentisce mai  – ha affermato Daniele Iacopini, consigliere comunale capogruppo di Piazza Pulita. Dopo aver tergiversato 4 anni della precedente legislatura senza prendere una decisione, lasciando volutamente all’amministrazione entrante la responsabilità della scelta (obbligata) su San Michele Terra, adesso il Partito Democratico sale in cattedra e pontifica. Dando voti, fornendo considerazioni e facendo finta di dimenticare la delicatezza che caratterizzava la situazione. Bene, allora proviamo sinteticamente a riassumerla noi.

Questa Amministrazione, con grande senso di responsabilità e nell’interesse dei cittadini e delle casse comunali, ha ripreso in mano la questione (partita nel 2008) arrivando a: bloccare i ricorsi dei privati prima della scadenza del Piano (5 ricorsi, di cui 2 per risarcimento danni); diminuire le volumetrie e i coefficienti di edificabilità; confermare gli standard e i servizi a carico dei privati; dare seguito a quello che era stato l’impegno preso dal Pubblico, modificando però i comparti e rendendoli autonomi, in modo da poter garantire l’esercizio di un diritto.

Una quadratura del cerchio che salva il Comune da ricorsi milionari, riconosce il diritto di chi aveva acquistato l’area, tutela l’ambiente abbassando di oltre 50 mila metri cubi la capacità di cementificazione, sblocca una situazione ferma da 10 anni. E in tutto questo il Pd che fa? Sale in cattedra e pontifica, dopo anni di anonimato e inattività!  Un atteggiamento che non può essere accettato, frutto di quella tendenza “populista” – questa sì -che spesso il Partito Democratico affibbia a questa o quella forza politica. Insomma, più facile creare polemiche che prendere decisioni e risolvere problemi.

Penso allora che si debba rispettare chi, lasciato con il classico cerino in mano, ha avuto la capacità di gestire e risolvere la situazione. In questo senso un riconoscimento va agli uffici comunali che si sono adoperati tecnicamente per la soluzione della delicata operazione. E un riconoscimento politico penso debba andare anche a questa amministrazione. Nonostante il diverso parere del Pd. Ma i cittadini fermani hanno la memoria lunga”.

“In Consiglio Comunale – ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente Alessandro Ciarrocchi – invocando il concetto del buon padre di famiglia, principio cardine che dovrebbe ispirare l’azione amministrativa, avevo segnalato, da residente nato e cresciuto, che vive e lavora a San Michele, le croniche esigenze di una quartiere di fatto in stallo da oltre 10 anni, un quartiere con scarsa viabilità, con tre arterie (Via Ascoli Piceno, Via Castelfidardo e Via Ancona) intercluse dove è difficile garantire i servizi, con strade ancora di proprietà privata ed altre pericolose (via Perugia), con carenza di marciapiedi e parcheggi, privo di un polmone verde e di un’area attrezzata dove far giocare i bambini (eccezion fatta per piazza Sereni con i suoi difetti), un quartiere scollegato tra le vecchie costruzioni  e le nuove edificazioni, un quartiere in definitiva senza sviluppo e, cosa più grave, senza stardard.

La realtà è che oggi, con l’adozione della variante di piano, l’Amministrazione ha concesso al quartiere San Michele di non pregiudicare lo sviluppo tanto atteso e necessario, diminuendo peraltro sensibilmente il carico urbanistico rispetto alla prospettazione del 2008.

E’ ovvio che la delibera costituisce solo il primo passaggio in Consiglio Comunale. Si aprirà adesso il tempo delle osservazioni, delle concertazioni con i cittadini, delle riunioni pubbliche con gli interessati. Sarà quella magari l’occasione in cui il segretario Ferracuti potrà finalmente offrire il suo contributo (che ad  oggi risulta privo di contenuto concreto), sempre che non preferisca ancora una volta restare silente come accaduto per il piano spiaggia salvo poi dolersi sui giornali a cose fatte”.

“Abbiamo ereditato – ha affermato Cristian Falzolgherconsigliere comunale de “Il Centro” –  esposizioni milionarie che potevano mettere in ginocchio la città, non credevano neanche loro che fossimo riusciti a salvare la situazione con questo tempismo addirittura riducendo sensibilmente le volumetrie e dotando il quartiere delle strutture e infrastrutture necessarie. Non chiederemmo mai di farci i complimenti ma almeno possono evitare di cercare di seminare terrore, sparlando di colate di cemento quando la realtà è fatta di una drastica riduzione di volumetrie, senza dimenticare che l’aver resi autonomi i comparti farà sì che non tutte le costruzioni dovranno essere realizzate e che quindi le volumetrie siano destinate a ridursi ulteriormente.

Rilevo nelle note degli esponenti del PD un criticare privo di contenuti e solo per il gusto di farlo: d’altronde non sono nuovi a tali comportamenti: lo fecero già per l’introduzione del Piano Casa proprio a Lido di Fermo, che contrariamente alla loro caccia alle streghe si è rivelato una pura esigenza minimamente impattante per i residenti. Al loro modo di fare noi ormai siamo abituati, penso che ci si stanno abituando anche i cittadini”.

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