mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Scandalo Facebook, Zuckerberg rompe il silenzio: “E’ colpa mia”

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Scandalo Facebook, Zuckerberg rompe il silenzio ed ammette le proprie responsabilità. “Sono davvero dispiaciuto che questo sia accaduto”, ha detto a Laurie Segall della CNN in un’intervista televisiva esclusiva.

Le notizie diffuse hanno rivelato che la Cambridge Analytica, una società di dati legata alla campagna elettorale del presidente Donald Trump nel 2016, ha avuto accesso a informazioni da 50 milioni di utenti di Facebook a loro insaputa e potrebbe aver mantenuto quei dati anche dopo che Facebook ha detto alla società di eliminarli.

La rivelazione ha posto sotto la lente di ingrandimento Facebook e Zuckerberg per il trattamento dei dati dell’utente e della privacy.

Zuckerberg ha parlato pubblicamente dello scandalo attraverso un post su Facebook mercoledì. Ha scritto che la società ha commesso “errori” spiegando come ha cambiato le sue politiche per assicurarsi che i dati degli utenti siano protetti.

“Vorrei che avessimo fatto quei passi prima”, ha detto Zuckerberg a Segall. “Quello … è probabilmente l’errore più grande che abbiamo fatto qui.”

Nel 2014, Facebook ha cambiato la sua piattaforma per limitare la quantità di dati a cui gli sviluppatori di terze parti potevano accedere.

Aleksandr Kogan, l’esperto dei dati che li ha trasmessi a SCL Group e alla sua affiliata Cambridge Analytica, ha creato un’app di Facebook che ha richiamato i dati degli utenti e dei loro amici nel 2013. Questo ha consentito l’accesso ad un’ampia gamma di informazioni.

Sebbene i dati di Kogan siano stati correttamente ottenuti, ha violato la politica di Facebook quando ha condiviso tali informazioni con una terza parte. Quando Facebook ha saputo delle informazioni condivise, ha chiesto a Cambridge Analytica di distruggere i dati. Ma così non è stato.

Zuckerberg ha detto a Segall che si pente di essersi fidato. “Questo è stato chiaramente un errore”, ha detto.

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