lunedì, Agosto 10, 2020
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Muore da eroe il gendarme che si è offerto come ostaggio a Trebes

E’ morto il gendarme-eroe che si era offerto in cambio di una donna ostaggio del terrorista barricato in un supermercato a Trebes, nel sud della Francia. Lo ha annunciato su Twitter il ministro dell’Interno francese, Gerard Collomb. Il tenente colonnello dei gendarmi Arnaud Beltrame, 45 anni è morto in seguito alle ferite riportate venerdì nell’attacco terroristico.

Un minorenne amico di Redouane Lakdim è stato posto in stato di fermo nell’ambito delle indagini sull’attentato di ieri a Carcassonne e Trebes: è quanto rivelano fonti vicine all’inchiesta citate da Bfm-Tv. Nato nel 2000, il ragazzo è stato fermato questa notte per associazione terrorista. In Francia, il fermo per terrorismo può durare fino a 96 ore contro le normali 24 o 48 ore.

Il presidente francese ha reso omaggio questa mattina ad Arnaud Beltrame, che “è caduto da eroe”, ha scritto Emmanuel Macron in un comunicato: merita il “rispetto e l’ammirazione dell’intera nazione”.

Redouane Lakdim, 26 anni, marocchino con documenti francesi, sospettato di radicalizzazione, è passato improvvisamente all’attacco a Carcassonne e a Trebes: ha rubato un’auto e ucciso il passeggero, ha sparato a un gruppo di poliziotti e si è poi rifugiato in un supermercato prendendo in ostaggio i clienti. Due li ha uccisi, poi ha ferito gravemente un tenente colonnello che si era eroicamente offerto per liberare una donna.

Tutto il percorso di sangue di Redouane Lakdim si svolge sulla nazionale 113, la strada che unisce la sua casa alla caserma dei gendarmi e, 8 chilometri più avanti, all’ipermercato SuperU. Ha un’arma, probabilmente anche alcune bombe a mano. Ferma un’Opel Corsa bianca e spara al conducente, poi uccide l’uomo che era sul sedile passeggero e ne lascia il cadavere in un cespuglio. Fa qualche metro, fino alla caserma di polizia dove un gruppo di quattro agenti sta rientrando lungo la strada dal jogging quotidiano. Li affianca, li segue, poi apre il fuoco sei volte, ferendo gravemente uno di loro. Quindi la fuga, un rettilineo fino al supermercato di Trebes, davanti al quale grida “Allah Akhbar”, “sono un soldato dell’Isis, pronto a morire per la Siria” ed entra sparando.

Uccide subito, sul colpo, due persone: un anziano cliente e un impiegato della macelleria, un uomo di 49 anni, sindacalista, impegnato in politica con l’opposizione di destra, grande sportivo. All’interno del supermercato è il panico: i clienti fuggono da uscite posteriori, un gruppo trova rifugio in un adiacente parcheggio di un’officina Renault, altri – come accadde nel tragico assalto del gennaio 2015 all’Hypermarché Cacher di Parigi da parte di Amedy Coulibaly – trovano riparo nella cella frigorifera della macelleria. Lakdim spara, ferisce oltre 10 persone (in tutto i feriti nei tre assalti successivi saranno 16) ma la gendarmeria interviene e riesce ad evacuare quasi tutti i clienti che restano all’interno. Lui, il terrorista, tiene con sé una donna. E’ a quel punto che si fa avanti Arnaud Beltrame, il capo dei gendarmi, che offre a Lakdim di restare lui al posto della donna. Il terrorista, che nel negoziato chiede anche la liberazione di Salah Abdeslman, unico superstite delle stragi di Parigi del novembre 2015, accetta. Il tenente colonnello lascia il telefono cellulare sul tavolo, connesso con i colleghi. La situazione degenera dopo pochi minuti, le teste di cuoio del GIGN intervengono dopo aver udito attraverso il telefono colpi di arma da fuoco sparati da Lakdim contro Beltrame.

Il terrorista viene eliminato, nell’assalto restano feriti due uomini dei servizi speciali. Poco dopo arriva la rivendicazione dell’Isis, sulla quale gli inquirenti stanno indagando: troppo rapida rispetto al passato, e soprattutto senza che sia finora apparsa qualche forma di adesione precedente all’azione del terrorista allo Stato islamico. Arnaud Beltrame è gravissimo, Emmanuel Macron – che rientra da Bruxelles e presiede una riunione di crisi a Parigi – gli rende un omaggio solenne: “Ha fatto onore alla sua arma e alla sua patria”. In serata, il fermo della compagna e le polemiche sulla vulnerabilità della Francia di fronte a terroristi già segnalati, seguiti e controllati. (Fonte ANSA)

 

 

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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