martedì, Ottobre 26, 2021
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Alessandro Neri, la mamma di Ale al killer: “Io non ti odio”

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“Oggi mi voglio rivolgere a te. Io lo so che sei una vittima di questa società. E so che hai anche le tue sicurezze nel tuo mondo, Immagino che tu possa pensare che la vita sia fatta del peggio dell’umanità, che sia fatta di crimini e rapine. lo so che fare quello che ti chiedo e cioè confessare la verità di Ale fa tremare le tue sicurezze. Lo so che hai paura.

Io lo so che hai paura e che rivedi quella scena mille volte e che ti tormenti e che non riesci a dormire la notte. Ed io ti chiedo: questa puoi chiamarla vita? A che che mi stai ascoltando dico: sei già sulla retta via. Sono sicura che ti starai dicendo: forse se confesso sopporterò meglio questa sofferenza. Io ti assicuro che la tua decisione di confessare sarà ripagata dal tuo coraggio e dalla tua rinascita come persona, da una nuova opportunità di vita.

La tua vita sarà ripagata dall’impegno che avrai preso con stesso. E tutta l’umanità lo verrà a sapere. Nessuno potrà condannarti. Ritroverai la parte migliore di te stesso. E sono sicura che ce l’hai. E’ molto più importante della paura e della sofferenza che provi in questo momento. Io non ti odio. Ma per favore ti chiedo: non permettere che Ale sia morto invano. Ti auguro una buona giornata. A te che hai la verità di Ale”.

Così Laura Lamaletto, madre di Alessandro Neri, in una recente diretta su Facebook. L’assassino del 29enne non ha ancora un volto. Ma gli inquirenti stanno lavorando senza sosta per arrivare ad identificare il responsabile o i responsabili del delitto. Sono infatti attualmente in corso ulteriori accertamenti ad opera dei Ris.

Dopo il sequestro delle due auto (Suv Audi e Mercedes)  in uso ai familiari del giovane scomparso da Spoltore e trovato cadavere l’8 marzo e l’analisi dell’interno della sua Fiat 500, si sta procedendo alla comparazione delle impronte digitali. Il dato certo è che non sarebbero state rilevate tracce ematiche all’interno dell’auto del ragazzo. E non si trascura neanche la pista della Opel Meriva andata a fuoco il giorno prima rispetto al rinvenimento del cadavere di Alessandro Neri. L’auto sarebbe stata interessata da un incendio di probabile natura dolosa.

Tutte le piste rimangono al momento in piedi. Non si esclude nulla. E, ad oggi, nessuno è stato ancora iscritto nel registro degli indagati. L’attività investigativa si è progressivamente concentrata sul ramo della famiglia con cui Alessandro e la madre non avevano più rapporti.

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