mercoledì, Aprile 14, 2021
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Caserta, la truffa dei veterinari convenzionati con la Asl

CASERTA – La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha concluso una articolata indagine le cui attività investigative sono state svolte dal personale dei Carabinieri Forestali. E’ stato  svelato un  sistema illegale per “aggirare” le profilassi di Stato da parte di due allevamenti zootecnici, e sono state scoperte diverse truffe e falsità ideologiche in atti pubblici commesse da medici veterinari convenzionati con la A.S.L. per di procurarsi ingiusti vantaggi patrimoniali derivanti da remunerazioni professionali per prestazioni non rese alla Regione Campania, nonché in materia di sanità animale.

In particolare, l’indagine, che è stata svolta avvalendosi di intercettazioni telefoniche, perquisizioni, sequestri e assunzione di sommarie informazioni, ha permesso di accertare un “sistema” fraudolento posto in essere, con la complicità dei medici veterinari dell’A.S.L., che hanno consentito di prelevare un secondo campione ematico nel corso delle profilassi di Stato, in violazione alle leggi disciplinanti la materia, per destinarle a preventive analisi di laboratorio presso strutture diagnostiche private o presso lo stesso laboratorio aziendale, in modo da poter macellare in anticipo gli eventuali capi positivi alla brucellosi e da occultare la presenza del focolaio infettivo alle analisi ufficiali.

Il perseguimento della pratica è stata accertata per l’allevamento bufalino facente capo alla
società NAT.ALÌ. Soc. Agr. a r.L, con stalla in Gioia Sannitica (CE), con circa 2500 capi bufalini che avrebbero consentito all’allevatore di procurarsi un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dal confermare inalterati i profitti scaturenti dal mantenere la qualifica sanitaria di allevamento “ufficialmente indenne” che conferisce al latte bufalino un maggior valore di mercato atteso che i derivati con esso preparati, come la mozzarella di bufala, possono essere esportati anche in paesi extra U.E., nonché un vantaggio economico pari alle spese che avrebbe dovuto sostenere per le onerose restrizioni sanitarie da sostenere se si fosse evidenziata ufficialmente la presenza di focolai di infezione da brucellosi.

Le indagini hanno consentito di accertare, inoltre, che i medici veterinari convenzionati con
la A.S.L. per l’effettuazione delle profilassi di Stato presso gli allevamenti zootecnici della provincia di
Caserta hanno posto in essere condotte delittuose di falsità ideologiche aggiungendo nei verbali dei
campionamenti colleghi non presenti alle operazioni per consentirgli di accedere alle remunerazioni
professionali previste nella Convenzione stipulata con la Regione Campania, nonché ai rimborsi chilometrici per gli spostamenti con i propri automezzi mai avvenuti.

Ed ancora, presso un allevamento bovino di Vairano Patenora (CE), si è accertato che il medico
veterinario aziendale avrebbe posto in essere un preventivo illecito “monitoraggio” per individuare eventuali capi infetti da brucellosi sottoponendo gli stessi a prelievi ematici e facendo analizzare i campioni, in violazione alle norme sanitarie disciplinanti la materia, ad un laboratorio di analisi di Piedimonte Matese che aveva nella sua disponibilità un Kit diagnostico, per la diagnosi della brucellosi con metodologia S.A.R. (Siero Agglutinazione Rapida), il cui acquisto, detenzione ed utilizzo è vietato dalla legislazione italiana.

Il Kit diagnostico era stato acquistato in Francia attraverso un intermediario commerciale operante in Perugia. Tale illegale monitoraggio posto in essere sui capì di bestiame dall’azienda di cui sopra ha peraltro evidenziato la presenza di due capi positivi alla brucellosi la cui presenza del focolaio di infezione era stata occultata alle Autorità Sanitarie mettendo a rischio di diffusione una malattia pericolosa per il patrimonio zootecnico della nazione.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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