sabato, Ottobre 16, 2021
Home > Italia > L’Italia fa a pezzi la rete terroristica: cinque arresti ed un fermo in Piemonte

L’Italia fa a pezzi la rete terroristica: cinque arresti ed un fermo in Piemonte

< img src="https://www.la-notizia.net/terrorismo" alt="terrorismo"

In Italia non è mai forse stata elevata come ora l’allerta terrorismo. Si lotta per smantellare la rete che si è andata costituendo indisturbata nel corso degli anni nel nostro Paese. Questa mattina un cittadino marocchino, residente in Italia, è stato fermato dai Carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Cuneo per terrorismo. L’uomo sarebbe “fortemente indiziato” di istigazione a delinquere per finalità di terrorismo. farebbe inoltre parte di una associazione terroristica.

L’operazione di questa mattina segue i cinque arresti tra Roma e Latina: le manette sono scattate per quattro tunisini e un sedicente palestinese. Gli uomini dell’Ucigos assieme alla Digos hanno bloccato diverse persone riconducibili alla rete di Anis Amri, il tunisino autore della strage al mercatino di Natale di Berlino, ucciso a Sesto San Giovanni (Milano) il 23 dicembre del 2016.

Tutti lo ricordiamo: appena sbarcato in Sicilia, proveniente dalla Tunisia, volle subito distinguersi per l’incendio doloso del Centro di accoglienza dove era stato ricoverato a spese dei contribuenti e per il quale ha scontato 4 anni di ben meritata reclusione nelle nostre carceri (e sempre a nostre spese).

Anis Amri massacrò 12 innocenti a Berlino schiacciandoli con un Tir lanciato in una folle corsa contro la folla inerme, e, dopo essersi allontanato indisturbato dalla scena del delitto lasciandosi dietro anche il cadavere dell’autista polacco a cui aveva proditoriamente sottratto il mezzo di trasporto ed aver attraversato mezza Europa in treno, approdò nella notte del 23 dicembre di fronte alla Stazione di Sesto San Giovanni.  Lì fu fermato da due giovani poliziotti in servizio.

E ora sono 31 i video trovati sul tablet di Abdel Salem Napulsi, il sedicente palestinese arrestato dalla Procura di Roma per il reato di autoaddestramento con finalità di terrorismo. Tra i filmati anche uno relativo all’uso di un lanciarazzi Rpg7. Gli inquirenti hanno accertato, anche, che l’arrestato aveva svolto una serie di ricerche anche sul “deepweb” per cercare come acquistare armi, camion o pickup. Sul tablet trovati anche video sul Califfato in Siria e comunicati dello Stato Islamico.

I reati ipotizzati sono addestramento e attività con finalità di terrorismo internazionale e associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tra i cinque c’è anche un tunisino che avrebbe dovuto procurare i falsi documenti ad Anis Amri per permettergli di lasciare l’Italia. Gli altri quattro arrestati, anch’essi tunisini, sono accusati di aver fatto entrare illegalmente in Italia un centinaio di migranti clandestini a cui fornivano i documenti falsi per poter proseguire verso altri paesi europei.

Lo scorso anno, lo ricordiamo, è stata smantellata un’organizzazione che avrebbe gestito traversate di lusso per terroristi in arrivo dalla Tunisia. Sono stati 15 i fermi. Avrebbero usato gommoni veloci, imbarcando soggetti ricercati per possibili connessioni con formazioni terroristiche.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net