mercoledì, Marzo 3, 2021
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Pamela Mastropietro, lo zio: “Alcune comunità attente solo alla logica del profitto”

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Sabato 31 marzo Marco Valerio Verni, avvocato, zio di Pamela Mastropietro, la giovane barbaramente uccisa e fatta a pezzi per poi essere chiusa in un due valigie e gettata nelle campagne di Pollenza, ha espresso attraverso il proprio profilo Facebook, alcune opinioni relativamente alla gestione di certe comunità di recupero.

“Ieri ho avuto il piacere e l’onore  – scrive – di essere uno dei lettori della Passione di Gesù.
Il mio pensiero e le mie preghiere sono andate,oltre che per i miei cari,per gli amici e per tutti coloro che mi/ci sostengono nella battaglia,anche,naturalmente,per #Pamela.
Ma soprattutto, ho sentito doveroso pregare per le vittime delle comunità (i cui parenti mi scrivono quasi ogni giorno in diversi),alcune delle quali, mascherandosi dietro la lotta alla droga, sembrano attente,invece,solo alla logica del profitto,trattando le persone che le vengono affidate solo come numeri, che porteranno nelle loro casse tanti soldi pubblici”.

Un’altra amara riflessione si legge nella giornata del Venerdì Santo, sempre sul suo profilo, stavolta però attinente alla trattazione di alcune notizie inerenti l’esito di certi esami dei Ris e dell’utilizzo di alcune sue dichiarazioni da parte della stampa.

“Oggi avrei preferito  – spiega – non parlare di #Pamela,rilegando il suo ricordo solo nelle preghiere.
Invece,sono costretto a tornarci per smentire o, meglio, puntualizzare alcune gravi inesattezze pubblicate su diversi quotidiani,telematici e cartacei.
A seguito,infatti,della notizia uscita oggi riguardante alcuni accertamenti dei Carabinieri del RIS,che sembrerebbe escludere la presenza di due dei tre attuali indagati nigeriani sul luogo del barbaro omicidio,mi sono state attribuite,a commento di questo esito che potrebbe,secondo alcuni, minare in parte il teorema investigativo finora seguito dalla Procura di Macerata,alcune dichiarazioni,addirittura facendole passare come SFOGO, RABBIA o CRITICA AGLI INQUIRENTI.

NIENTE DI PIU’ FALSO:queste affermazioni,infatti,lungi dall’esser tali (commento degli accertamenti dei RIS e,tantomeno,sfogo),sono state estrapolate dal mio post di ieri,in cui,invece,mi limitavo a svolgere delle semplici considerazioni da avvocato delle persone offese,da zio di #Pamela e,se vogliamo,anche da uomo impegnato in politica. Chi è interessato a rileggerle,senza che stia qui io a ritornarci sopra,potrà farlo semplicemente scorrendo la mia pagina FB.

Siccome amo trasformare una perdita di tempo in qualcosa di costruttivo,però,approfitto di questi minuti che,a causa del cattivo e negligente lavoro di certi giornalisti sono costretto a spendere (dopo aver peraltro chiamato al telefono alcuni dei quotidiani di cui sopra),per puntualizzare alcuni concetti che,chiari nel mio post,sono però (volutamente o no) strumentalizzati da alcuni:

1) sebbene diversi indizi sembrano indirizzare le responsabilità verso alcuni individui,nessuno vuol dare responsabilità certe in questa fase processuale a chicchessia;
2) ciò nonostante,ritengo legittimo avvisare l’autore o gli autori del bestiale gesto,che il sottoscritto farà di tutto per aiutare gli inquirenti ad assicurarlo,o ad assicurarli,alle patrie galere;
3) è ingiusto offendere i colleghi che difendono gli attuali indagati.Io,probabilmente,avrei compiuto altre scelte,ma questa è una considerazione che non deve far venire meno il rispetto verso i suddetti;
4) siamo un paese civile e,come già detto in altre circostanze,è nelle aule di tribunale e nella cabina elettorale che dobbiamo risolvere i problemi che affliggono il nostro bel Paese.
QUANTO AI FAMOSI ACCERTAMENTI DEI RIS,invece,le mie VERE dichiarazioni sono state riportate da questo quotidiano il quale,devo dire,si è rivelato molto più professionale di tanti altri che,sulla carta,sono più blasonati:
https://picchionews.it/…/lo-zio-di-pamela-sulle-tracce-di-d…
Dei suddetti accertamenti è,peraltro,notizie di queste ore che, la Procura di Macerata abbia smentito l’ufficialità dei relativi esiti.
Detto ciò,ribadisco il mio impegno di zio,di avvocato delle persone offese e di cittadino italiano che farò di tutto,unitamente agli organi inquirenti,a cui rinnovo la mia stima e quella della famiglia di Pamela,affinchè venga fatta giustizia”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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