sabato, Ottobre 23, 2021
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Brescia, il killer si toglie la vita dopo aver ucciso due imprenditori

Un pregiudicato, Cosimo Balsamo, ha ucciso due imprenditori nel  Bresciano e poi si è tolto la vita in un parcheggio ad Azzano Mella. Era a bordo di un pick-up sottratto a una delle vittime. Ha parcheggiato il mezzo è si è sparato un colpo di pistola in testa

Il primo imprenditore a cadere sotto i colpi di pistola di Balsamo si chiamava Elio Pellizzari, imprenditore di 78 anni. L’uomo è stato freddato in un capannone a Flero, in provincia di Brescia. Il killer era arrivato in auto, era sceso, e una volta nel capannone e aveva sparato ferendo anche un operaio. L’azienda si occupa di commercio di veicoli industriali.

Il cadavere di Elio Pellizzari, imprenditore 78enne, è stato trovato all’interno di un capannone a Flero, in provincia di Brescia. Il killer è arrivato in auto, è sceso, è entrato entrato nel capannone e ha sparato uccidendo un lavoratore e ferendone un altro. E’ questa la prima ricostruzione di quanto avvenuto in un’azienda che si occupa di commercio di veicoli industriali.

“Mi hai rovinato” avrebbe gridato prima di sparare e di fuggire in auto. Dalle immagini delle telecamere i carabinieri stanno cercando di ricostruire l’accaduto e di risalire al numero di targa.

Successivamente il killer in fuga ha ucciso un’altra persona, secondo quanto si è appreso un altro imprenditore, a Carpeneda di Vobarno.

Secondo i carabinieri, il pregiudicato ha prima ucciso con un colpo di fucile l’imprenditore Elio Pellizzari a Flero, poi con un’auto rubata si è spostato a Carpeneda di Vobarno, in Valle Sabbia, dove ha ucciso un altro imprenditore. Balsamo lo scorso 30 gennaio era salito su una tettoia del tribunale di Brescia per protestare contro il sequestro della sua abitazione. L’uomo era stato infatti coinvolto in un’inchiesta sul traffico di mezzi pesanti.

Nel 2009 Balsamo era stato condannato per associazione a delinquere finalizzata al furto e riciclaggio perché faceva parte della banda dei tir che nei primi anni del 2000 aveva derubato aziende di trasporto di metalli in tutto il Nord Italia. Il 9 gennaio scorso aveva protestato salendo sulla tettoia del Tribunale di Brescia e minacciando di suicidarsi contro la confisca dei suoi beni. Le forze dell’ordine l’avevano convinto a desistere. (Fonte ANSA)