lunedì, Ottobre 25, 2021
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Tribunali provinciali, Nardella (UIL) ai futuri governanti: “Più che tagliare, bisognerà investire”

Riceviamo e pubblichiamo:

“Che l’italiano medio abbia un’assetata voglia di Giustizia non lo scopriamo oggi e questo il gestore della politica nazionale lo sa benissimo. L’italiano medio sa altresi molto bene che senza uomini e strutture non si va da nessuna parte ma questo il politico del recente passato sembrerebbe aver fatto finta di non riconoscerlo visti i tagli perpetrati a danno di 27 comunità attraverso la chiusura di altrettanti tribunali” – ad affermarlo è Mauro Nardella consigliere regionale della UIL Pubblica Amministrazione Abruzzo.

“Ora il vento sembra essere cambiato. Molti nuovi deputati e senatori dovranno, si spera, rivedere radicalmente le dinamiche gestionali dei palazzi di giustizia attraverso il rilancio non solo di investimenti in questo campo ma anche e soprattutto per il mezzo di nuovi metodi di lavori e contestuale efficientamento del servizio attraverso l’uso in tutti i tipi di procedimenti e/o processi di nuove tecnologie prima fra tutte quella informatica. In tal caso l’operato dei dipendenti del palazzo di giustizia sulmonese potrebbe essere preso a modello attesi i gratificanti risultati ottenuti nel campo della telematizzazione del processo civile” – sottolinea Nardella.

“Non si può non considerare inoltre la necessità di rendere accessibile il servizio a tutti( anche al vecchietto di Opi per intenderci) attraverso la decretazione della permanenza di tribunali come quelli abruzzesi di Sulmona, Lanciano Vasto ed Avezzano” – precisa il rappresentante dei lavoratori di tutto il settore pubblico.

“Nei Bilanci dello Stato i prossimi governanti dovranno prevedere questo se vogliamo dare un senso al lavoro fatto nel passato in ordine alle regole di convivenza ed al loro rispetto. Un mondo senza regole non può esistere. Averne uno con tante non fatte rispettare o la cui violazione non è sanzionata sarebbe peggio è in un’era come in quella in cui viviamo proprio non ce lo possiamo permettere” – conclude Nardella.

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