martedì, Ottobre 26, 2021
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Alessandro Neri, il killer è del territorio di Pescara

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E’ trascorso un mese dalla scomparsa di Alessandro Neri, sparito dalla propria abitazione di Spoltore e trovato cadavere lo scorso 8 marzo. Ed il suo assassino non ha ancora un volto. Negli ultimi 15 anni Pescara sembrerebbe essere diventata una delle città più pericolose d’Italia. Ed è forse proprio nel lato oscuro della città che questo giovane potrebbe essere rimasto invischiato. Sognava di trasferirsi a Miami ma faticava a trovare il denaro. Sembra che Alessandro avesse avviato un’attività di compravendita di auto on line. E’ possibile che abbia chiesto un  prestito non pagato?

“Ho questa forte sensazione  – dichiara Laura Lamaletto, madre di Alessandro -: la persona che, sotto minaccia, ha dovuto uccidere Alessandro è del territorio. L’assassino è stato costretto a farlo”. Forse il giovane si era reso garante per un prestito altrui. Questo quanto riportato dalla trasmissione Quarto Grado, andata in onda questa sera.

“In qualche modo penso di poter sentire il suo odore in quella macchina”, dice Laura Lamaletto, che cerca di ricostruire gli istanti delle ultime giornate di suo figlio.

Laura Lamaletto sta stringendo il cerchio su alcune persone? L’assassino sicuramente è vicino. Doveva conoscere Alessandro. Di lui il giovane si fidava.

In Italia esiste un traffico costituito da una criminalità organizzata collegata a molti campi nomadi.  Vengono acquistate auto di dubbia provenienza e vengono esportate nell’Est Europeo e ritargate. In questi casi servono prestiti che vengono fatti ad usura. Forse va puntato lì il faro delle investigazioni?

Sono due le certezze che si hanno in questa inchiesta: l’auto di Alessandro e la pistola. L’ultima novità dei Ris dà conferma che chi ha sparato ad Alessandro Neri ha usato proiettili calibro 7,65. Potrebbe trattarsi di una semiautomatica.

“Ringrazio la vita per avermi dato la possibilità di essere madre, di essere sua madre. Sono convinta che chi ha sparato l’ha fatto per paura”. Laura Lamaletto non usa l’arma dell’odio, ma cerca di farlo sentire in colpa.

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