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Rigenerare i centri storici Tutela, sviluppo e sicurezza strutturale: conferenza stampa alla Camera dei Deputati

Camera dei Deputati
via della Missione, 4
10 aprile 2018 ore 11,30-12,30
Conferenza stampa
Rigenerare i centri storici
Tutela, sviluppo e sicurezza strutturale

La conferenza stampa si svolge su iniziativa della Scuola “Ingegneria & Architettura” impresa sociale e società senza scopo di lucro, con il patrocinio di Italia Nostra onlus presso la sala Confenze stampa della Camera dei Deputati.

M. Francesca Arena, componente del Collegio dei Probiviri di Italia Nostra – Apertura dei lavori

Relatori:

Roberto Lorusso, vicepresidente “Scuola Ingegneria & Architettura”
Impresa sociale –  Il ruolo della formazione professionale per la rigenerazione dei
centri storici.
M.Gioia Sforza, consigliere Nazionale Italia Nostra, presidente Sezione Gargano  – Centri storici e reti di Borghi.
Amedeo Vitone, Politecnico di Bari, presidente “Scuola Ingegneria & Architettura” Impresa sociale  – La mitigazione del rischio strutturale degli edifici.
Maria Adele Teti, ordinario di Urbanistica Università di Reggio C., presidente Italia Nostra sezione Catanzaro  – La città futura tra concentrazione e dispersione urbana. Il centro storico questione aperta: Squillace e Catanzaro.
Luigi De Falco, consigliere Nazionale Italia Nostra Sperimentazione sito UNESCO Monte Sant’Angelo, Puglia
Paolo Salonia, direttivo ICOMOS – La buffer zone dei siti UNESCO.
Oreste Rutigliano, presidente Nazionale Italia Nostra onlus

 

RELAZIONE FERROVIA SALARIA

 

L’area dell’Italia centrale ormai da decenni soffre di una carenza infrastrutturale cronica che l’ha resa poco competitiva rispetto all’ Italia Settentrionale isolandola dalle altre aree europee. Le regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo sono alcune di quelle regioni facenti parte di un territorio sottosviluppato e che ha sofferto maggiormente in quanto il loro apparato produttivo negli ultimi anni si è andato sempre più affievolendo. Causa di questo lento declino sono:

-una crisi economica che dal 2008 in avanti ha coinvolto la nostra Nazione, favorendo la delocalizzazione delle attività produttive verso altri Paesi europei ed extra;

-gli eventi sismici che dal 2009 fino al 2016 hanno interessato le suddette regioni, incrementando lo spopolamento delle aree interne.

Questi due fattori hanno aggravato la situazione di un territorio che già prima di essi mostrava gravi carenze congenite nei sistemi di innovazione, produzione ed infrastrutturale che provengono da molto più lontano.

I treni persi da questa porzione dello Stivale sono tanti, ed uno fra questi è sicuramente quello della Cassa del Mezzogiorno, progetto i cui strascichi si fanno sentire ancora negli echi assordanti delle migliaia di capannoni vuoti delle valli marchigiane, reatine o abruzzesi.

Per tornare a rendere più competitive queste terre c’è bisogno di investimenti strutturali in ambiti quali il Turismo e l’Industria e collegarli con il resto del mondo attraverso un sistema infrastrutturale degno del Terzo Millennio. E’ necessario  superare i campanilismi e i confini amministrativi che ad oggi sembrano essere meri limiti virtuali per i territori. Persino la Costituzione italiana lo prevede all’art.117 con il chiaro riferimento normativo: “La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni”.

Pensare in MacroRegioni (vedi MacroRegione Adriatico-Ionica), infatti, aiuterebbe a proiettare l’Italia intera verso una prospettiva futura.

Oggi più che mai il Mondo ci chiede velocità, avere collegamenti per spostamenti efficienti di cose, persone ed informazioni Non è ammissibile che una persona che viene da un paese estero, ci impieghi tre ore per arrivare nelle Marche o in Umbria quando da Roma per arrivare in una capitale europea ci si impiega meno di due ore in linea di massima.

In questo documento riportiamo le maggiori carenze infrastrutturali presenti nell’Area geografica colpita dagli ultimi eventi sismici che, grosso modo, ricoprono i territori delle province di Ascoli Piceno-Fermo-Macerata-Teramo-L’Aquila-Rieti-Perugia-Terni.

STRADE STATALI:

S.S 4 Salaria Ascoli-Rieti-Roma_tratto Antrodoco- Acquasanta Terme (regioni Marche-Lazio)

S.S.81 Piceno- Aprutina  Ascoli-Chieti_tratto Ascoli- Villa Lempa  (Marche-Abruzzo)

S.S.685 Tre valli Umbre _Arquata del Tr.-Spoleto (Marche-Umbria)

S.S. 78 Picena Ascoli- Macerata (regione Marche) che è il naturale proseguo della pedemontana delle Marche e mai realizzata nella parte meridionale delle Marche.

S.S.16 Adriatica _arretramento nel tratto marchigiano e abruzzese dai centri abitati attraverso la realizzazione di bretelle trans-collinari.

Completamento della superstrada Rieti – Terni (Lazio-Umbria)

AUTOSTRADE

A 14 Bologna – Taranto_ terza corsia da P.S.Elpidio fino a Pescara (Marche-Abruzzo)

FERROVIE

Direttrice Adriatica: potenziamento attraverso l’innalzamento della velocità di tutta la dorsale abbattendo i tempi di percorrenza di trasporto delle persone e merci da nord a sud

Costruzione della Ferrovia Salaria chiamata anche dei Due Mari facendo da traversale di collegamento est-ovest sia delle persone che delle merci con potenziamento delle piattaforme logistiche lungo il percorso in modo da sviluppare il tessuto produttivo dei territori interessati e collegamento con i Porti principali Ancona – Pescara-Bari-Taranto (lato adriatico) e Livorno- Civitavecchia -Napoli (lato Tirrenico).

PORTI

Potenziamento porti turistici e commerciali di Ancona, San Benedetto del Tronto e Pescara.

AEROPORTI

Nessun aeroporto del medio adriatico è mai riuscito a raggiungere una certa sostenibilità finanziaria. Dunque occorre definire un solo aeroporto che possa garantire un numero di passeggeri sopra al 1.500.000 Mln per non disperdere risorse ed ampliare l’offerta di tratte internazionali. Trasporto passeggeri ovviamente da integrare con quello merci ottimizzando la logistica interregionale e l’intermodalità dei trasporti (treni-aeroporti-porti-tpl)

Garantire dei collegamenti ferroviari diretti con le linee già esistenti.

 

FERROVIA SALARIA

L’importanza dell’infrastruttura Roma-Porto d’Ascoli risale già dalla prima metà del 1800 quando lo Stato Pontificio la ritenne fondamentale come collegamento trasversale tirrenico-adriatico. Nei diversi decenni che si susseguirono l’opera fu più volte modificata e mai portata a termine fino ai nostri giorni. In diverse occasioni sembrava che l’opera dovesse essere approvata ma per varie vicissitudini politiche non fu mai compiuta.

Gli unici tratti in funzione sono rappresentati dalla Antrodoco-Rieti-Terni e dalla linea Ascoli P.- Porto d’Ascoli sottoposta a lavori di elettrificazione e completata nel 2013. Quelle mancanti sono rappresentati dalla Ascoli- Antrodoco e dalla Rieti- Fara Sabina.

L’importanza di tale Ferrovia risiede in una serie di motivi tuttora validi:

  1. L’Italia è un Paese con poche trasversali ferroviari Adriatico-Tirrenio. Le uniche sono rappresentate dai collegamenti Bologna-Firenze, Bari- Napoli. L’eterna incompiuta è rappresentata dalla Ancona-Roma la quale ha difficoltà nell’essere realizzata dovuta alla morfologia del territorio interessato.
  2. Il collegamento in questione rispetto agli altri assi, se realizzato, sarà uno dei più brevi in distanza con ripercussioni positive nelle aree interne in termini turistici, economici e soprattutto ambientali. In soli 140 km circa Adriatico e Tirreno saranno raggiungibili e connessi tra loro. Dalle 3 ore di percorrenza si passerebbe al di sotto delle 2 ore.
  3. Il costo dell’opera sarebbe nettamente inferiore rispetto alle varie ipotesi di tracciato prese in considerazione e sicuramente si aggirerebbe intorno a poco più di un miliardo di euro, comunque poco, rispetto all’ultimo piano di investimenti delle Ferrovie dello Stato che si aggirerebbe intorno ai 90 miliardi di euro.

Come già anticipato, ci sono vari studi di fattibilità riguardanti altri tracciati con elevate risorse economiche da mettere in campo, mentre il tracciato da completare non solo è tra i più comodi da “cantierizzare” – in quanto la maggior parte del tracciato si svolgerebbe in affiancamento alla S.S 4 Salaria- ma anche il più breve da realizzare. Questo asse naturale, già identificato dagli antichi Romani, quale il più naturale per raggiungere la costa Adriatica, porterebbe benefici per le quattro regioni interessate evitando lo spopolamento delle Aree interne che ad oggi contano: di ben due Parchi Nazionali; della più alta concentrazione di Borghi Medioevali di notevole rilievo storico-architettonico; di una cultura enogastronomica da tutelare dovuta a delle produzioni autoctone; e di attività produttive con un’elevata incidenza di sistemi industriali  ben radicate nel territorio. Tutto ciò darebbe un notevole impulso allo sviluppo economico con la nascita di nuove imprese legate alle peculiarità esistenti sul territorio e rappresentate dalle Area industriale Tronto-Val Vibrata (Marche-Abruzzo), Alto Tronto (Marche-Lazio), Alto Fermano(Marche) Val Nerina(Marche- Umbria), distretto industriale di Terni(Umbria), sviluppo del Rietino e Aquilano(Lazio-Abruzzo) con un aumento notevole dell’occupazione facendo prospettare per queste un nuovo polo per l’artigianato e l’innovazione.

Non a caso, appare significativa la recente iniziativa da parte del Ministero delle Politiche Agricole inerente la candidatura a patrimonio dell’umanità UNESCO della “Transumanza”, un fenomeno tipico proprio di queste zone.

Infine, si avrebbe un abbattimento sostanziale dell’inquinamento in quanto una parte del traffico merci e passeggeri passerebbe su rotaia, con una diminuzione di tempi di percorrenza ed un incremento della sicurezza stradale. La Salaria è una statale altamente trafficata soprattutto nei mesi invernali ed estivi in quanto è una delle arterie importanti e pericolose a livello nazionale.

Il grave deficit infrastrutturale infatti ha generato proprio nelle aree in interesse una crescita urbana disordinata di rilevanza nazionale che gli esperti chiamano “Urban sprawl” (Istat- La nuova geografia -pag.176); un fenomeno urbanistico capace di creare un’eccessiva dipendenza dalle autovetture.

Proprio per questi motivi, da un anno, è nato un Comitato Territoriale del Piceno che unitamente all’associazione Italia Nostra di Ascoli P. si stanno  battendo per la causa raccogliendo il sostegno di più di 5000 firmatari facendo attività di sensibilizzazione sul territorio coinvolgendo le Province limitrofe.

Nel post-terremoto è ancor più chiaro il profilo di un territorio meraviglioso ma fragilissimo ed è evidente la necessità di nuove riflessioni, proposte ed idee che possano andare in parallelo alle risposte più immediate tipiche della fase emergenziale.

Non possiamo farci mancare una prospettiva ed una progettualità a lungo termine per non perdere di vista l’obiettivo: far rivivere questi luoghi.

Quali motivazioni possiamo quindi dare alle persone fuggite, o alle nuove generazioni per ritornare nei borghi colpiti dal sisma? Eppure, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Accumoli ed Antrodoco non sono mai stati paesi così sperduti: tutti si collocano lungo ad un’arteria stradale, tra le più antichissime, la Via Salaria, un passaggio obbligato per poter raggiungere la Capitale e la costa orientale.

Nonostante ciò, hanno sopportato fino ad oggi un costante declino, frutto di politiche nazionali che non hanno mai creduto nella montagna e in tutte le floride realtà che la costellano.

Ecco una delle possibili motivazioni:

un treno per Roma ed un treno per l’Adriatico. Ripartire, riavvicinandosi.

 

Il Comitato Ferrovia dei due mari

 

Il presente documento è redatto da Carlo Clementoni, Roberto Di Natale e Guido Benigni.

 

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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