martedì, Ottobre 26, 2021
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Pamela Mastropietro: la fiaccolata a Roma. Alessandra Verni: “Dal Papa nessuna parola di conforto”

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Si è tenuta questa sera, a partire dalle 19 in via Saluzzo, a Roma, il corteo in memoria di Pamela Mastropietro, organizzato dal Coordinamento delle Associazioni a Tutela delle Vittime Dimenticate. Il Corteo apartitico è confluito in Piazza Re di Roma dove sono intervenuti i familiari di Pamela e quelli di altre vittime dimenticate, politici, associazioni organizzatrici ed aderenti. In prima fila il sindaco di Roma, Virginia Raggi, seguita da Giorgia Meloni e da Simone Di Stefano, segretario nazionale di CasaPound.

“Chiediamo giustizia – ha dichiarato pubblicamente Marco Valerio Verni, zio di Pamela -, su di lei sono state dette cose scorrette in maniera quasi dolosa. E’ stata fatta passare come una tossica comune. Non era nulla di tutto questo. Ed è imbecille tutta quella stampa che, anche a seguito delle numerose correzioni apportate, ha continuato a descrivere Pamela come la tossica per eccellenza. Si è trattato della versione più comoda e più scontata. Non è andata a cercare la droga ai giardini Diaz. Non ha meritato la fine che ha fatto. Ed io a queste persone dico: “Siete degli imbecilli. Pamela poteva anche essere la peggiore drogata di questo mondo ma non avrebbe comunque meritato la fine che ha fatto. Bisogna togliere questo velo di ipocrisia. Pamela aveva intrapreso un percorso alla comunità di recupero Pars di Corridonia in doppia diagnosi. Qui si sta parlando della memoria di una bambina che non potrà più raccontare la sua verità. Pamela è andata ai giardini Diaz per prendere il pullman per tornare a casa e non per drogarsi. Aveva perso il treno. Qualsiasi cosa sia accaduta, non è accaduta per colpa di mia nipote. A gennaio la sua compagna di stanza ha tentato il suicidio. E, ad oggi, non risulta ancora avviata alcuna ispezione”.

Ancora più dura la mamma, Alessandra Verni: “Chiedo agli inquirenti di fare indagini vere ed appropriate. Pamela rappresenta tante vittime di violenza che gridano nel loro silenzio: “Giustizia”. Spero che le Istituzioni da stasera svelino tutto il marcio che c’è dietro. Questa è casa nostra. Io sono molto delusa dal Capo del Collegio dei Vescovi, chiamato Papa. Perché ancora viene a parlare del dovere cristiano dell’accoglienza. Mia figlia è stata battezzata, cresimata. Non abbiamo avuto alcuna parola di conforto da parte sua. Dov’è la Chiesa? Siamo noi. Non è tra quattro mura. Chiedo alle Istituzioni il lutto nazionale il giorno del funerale di Pamela”.

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