domenica, Ottobre 24, 2021
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Shopping 2.0, ecco i Guideshop: i negozi diventano il luogo di prova, gli acquisti si fanno online

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Il mondo del commercio con l’avvento del digitale e della rete sta inesorabilmente e velocemente cambiando, verso nuove forme che vanno a premiare il mondo dell’eCommerce. Le aziende si stanno gradualmente e inesorabilmente convertendo, introducendo nuove forme di omnicanalità che integrano vendite negli store fisici e online, ma una delle nuove tendenze per lo shopping 2.0 sono i Guideshop.

I Guideshop sono una nuova categoria di punti vendita, che si ispirano al mondo dell’eCommerce ma amano il retail fisico, e hanno introdotto un nuovo concetto di negozio, lo showrooming, basato sulla filosofia vedo e provo in negozio e poi acquisto online. Una nuova forma di fare business che mette in campo una primaria attenzione al servizio, e l’abbigliamento è uno dei settori che sta vedendo impiantare questo nuovo genere di commercio. Questo sistema permette di recarsi in un negozio, provare dall’abito alle cinture uomo ed effettuare l’ordine direttamente in store, il tutto con la supervisione di veri professionisti personal shopper, una nuova esperienza di acquisto e di omnicanalità messa in campo anche da Boggi Milano, azienda leader nella vendita di abbigliamento maschile in tutto il mondo e che si approccia anche alle nuove forme di vendita in modo ottimale, come dimostra il premio Reta Awards assegnatoli di recente.

Grazie a questa nuova filosofia di vendita i negozi risultano più accoglienti, assomiglianti a veri e propri appartamenti con divani, fiori e angolo bar. Un contesto in cui il concetto di “su misura” diventa realtà, così come l’assistenza che si avvicina molto all’esperienza di consiglio di una sarta rispetto a una classica commessa, con la quale il cliente potrà piacevolmente parlare, chiedere consigli e passare qualche ora all’insegna d una nuova forma di shopping.

Uno dei più famosi esempi di questa nuova filosofia di vendita Guideshop è sicuramente Bonobos, acquistato nello scorso giugno da Walmart per la cifra di 310 milioni di dollari, che conta su 40 punti vendita di abbigliamento maschile dove i clienti possono provare camicie e vestiti e poi comprarli online.

Mondcloth è un altro di questi esempi, specializzata in usato e abbigliamento alternativo, che utilizza solo donne vere per i suoi vestiti, abolendo la dicitura taglie plus per non mettere in imbarazzo le donne sovrappeso. Anche Nordstrom, catena di department store, per uscire dalla crisi che ha attanagliato le grandi superfici di vendita, si è attrezzata con la sua versione local: un modello in cui il cliente può entrare, scegliere il vestito, provarlo e poi comprarlo online, tornando a casa leggeri senza borse, consapevoli che i prodotti acquistati arriveranno a destinazione in breve tempo.

I vantaggi di questa nuova forma di vendita sta nel fornire una experience personalizzata al cliente, definita “leggera” e a misura dei nuovi millenials, coloro che utilizzano ormai la rete costantemente per ogni cosa. Per il retailer il vantaggio è quello di riuscire a portare i nuovi clienti che approcciano un marchio online a conoscerlo di persona. Questo è solo uno dei futuri possibili sviluppi del commercio 2.0, che grazie alla rete potrà trovare nuove e svariate forme per la distribuzione dei prodotti.

Angelo Vargiu

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