martedì, Ottobre 19, 2021
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Simone Santoleri trasferito nel carcere di Lanciano, fissata l’udienza per il riesame

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E’ stata fissata per il 19 aprile 2018 a L’Aquila  l’udienza per il riesame dell’ ordinanza di custodia cautelare per Simone e Giuseppe Santoleri, in carcere in relazione alla morte di Renata Rapposelli, pittrice scomparsa il 9 ottobre scorso e poi trovata cadavere a Tolentino, lungo l’alveo del fiume Chienti.

Nel frattempo Simone Santoleri è stato trasferito nel carcere di Lanciano, anche se la difesa dichiara di non conoscere i reali motivi. Alla notizia del trasferimento, l’uomo ha accusato un momento di sconforto. Da quello che si apprende, ha battuto la testa ed è stato condotto in ospedale a Teramo dove è stato visitato e medicato per essere dimesso subito dopo.

Ha avuto intanto inizio l’analisi del Dna prelevato dal corpo di Renata Rapposelli, in comparazione con i campioni, di cui i laboratori sono già in possesso, per arrivare ad una possibile certezza.

Simone e Giuseppe Santoleri sono stati arrestati il 6 marzo scorso nella loro abitazione di Giulianova. L’accusa che pesa su di loro è  di omicidio aggravato in concorso e di occultamento di cadavere.

Il 9 ottobre 2017 la donna è partita per Giulianova da Ancona, dov’è la sua abitazione, perché preoccupata delle condizioni di salute del figlio Simone. L’incontro è rapidamente degenerato in un furibondo litigio scaturito, con grandissima probabilità, da motivazioni di tipo economico.

Intorno alle 17.00 dello stesso giorno, secondo quanto asserito dalla farmacista di Tortoreto che l’avrebbe vista, la donna avrebbe preso un calmante e probabilmente strisciato il proprio codice fiscale (circostanza, questa, mai confermata in via ufficiale). In serata il cellulare di Renata si spegne e si spengono nella stessa fascia oraria, per essere riattivati solo tre giorni dopo, i telefoni dell’ex marito e del figlio. La difesa, lo ricordiamo, contesta inoltre il fotogramma che ritrarrebbe l’auto dei Santoleri a Tolentino il 12 ottobre: il veicolo ripreso non corrisponderebbe nei dettagli alla vettura in possesso di Simone e Giuseppe.

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