domenica, luglio 22, 2018
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Siria, sferrato l’attacco da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna

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WASHINGTON – Gli Stati Uniti e gli alleati europei hanno lanciato un attacco questa notte in Siria contro obiettivi militari siriani dove si presume ci fossero i centri di produzione dei gas. Il presidente Trump ha voluto così punire il presidente Assad per il presunto attacco chimico vicino a Damasco che lo scorso fine settimana ha ucciso più di 40 persone.

Sarebbero oltre 100 i missili lanciati contro tre siti chimici del regime siriano, ma “un numero considerevole” sarebbe stato “intercettato e abbattuto” dai sistemi di difesa di Damasco.

La Gran Bretagna e la Francia hanno agito in maniera congiunta con Stati Uniti in un’operazione coordinata che aveva lo scopo di mostrare la risolutezza occidentale di fronte a ciò che i leader delle tre nazioni hanno chiamato persistenti violazioni del diritto internazionale. Trump ha definito l’attacco l’inizio di uno sforzo prolungato per costringere Assad a smettere di usare armi chimiche, ma ha ordinato un’operazione limitata solo ad una notte che ha colpito tre obiettivi ben definiti.

“Queste non sono le azioni di un uomo”, ha detto Trump parlando dell’attacco dello scorso fine settimana in un discorso televisivo dalla Sala diplomatica della Casa Bianca. “Sono invece crimini di un mostro.”

Trump ha annunciato l’azione in un drammatico discorso alla nazione in diretta tv, in cui ha insistito sulla necessità di agire contro i crimini e la barbarie perpetrati dal regime di Assad, definito “un mostro” che massacra il proprio popolo. E i primi missili Tomahawk sono partiti proprio mentre il presidente stava ancora parlando, intorno alle 21 ora di Washington, le tre del mattino in Italia.

L’attacco rischia di trascinare gli Stati Uniti in uno scontro con la Russia e l’Iran. Ma il segretario alla Difesa Jim Mattis, che aveva sollecitato la prudenza nelle deliberazioni della Casa Bianca, ha detto ai giornalisti che non ci sono stati altri interventi pianificati a meno che Assad non usi di nuovo il gas sul suo popolo.

Lanciato da aerei da guerra e cacciatorpedinieri navali, l’attacco con missili e bombe ha colpito la Siria poco dopo le 4:00 locali di questa notte.

Sono state colpite tre delle strutture che producono armi chimiche per Assad: un centro di ricerca scientifica di Damasco e due impianti a ovest di Homs, uno dei quali è stato utilizzato per la produzione di agente nervino sarin, mentre l’altro faceva parte di un posto di comando militare.

La Casa Bianca ha risposto in maniera più robusta rispetto all’attacco di aprile 2017, quando gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili da crociera Tomahawk su una base aerea siriana che è tornata in servizio il giorno dopo.

A differenza dello scorso anno, Francia e Gran Bretagna si sono uniti agli Stati Uniti per vendicarsi del presunto attacco chimico sabato scorso nella città di Duma, fuori Damasco, ma la Germania ha rifiutato di prendervi parte, anche se il cancelliere Angela Merkel ha definito l’uso di armi chimiche “inaccettabile”.

Il primo ministro britannico Theresa May, ha dichiarato che la Siria non ha lasciato agli alleati altra scelta: “Questo persistente modello di comportamento deve essere fermato non solo per proteggere le persone innocenti in Siria dalle orribili morti e dalle perdite causate dalle armi chimiche, ma anche perché non possiamo permettere l’elusione della norma internazionale che impedisce l’uso di queste armi” .

Ma ha anche enfatizzato i limiti degli obiettivi dell’operazione, riflettendo la riluttanza a Londra e Washington a diventare troppo immersa nella guerra fratricida in Siria.

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